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Wednesday, 13 February 2013 07:47

BOCKLIN Arnold ( 1827 – 1901 ) – “ L’isola dei morti “ ( 1880. Olio su tela, 111x115 cm. Kunstmuseum, Basilea ).

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Böcklin dipinse diverse versioni del quadro fra il 1880 e il 1886. L'opera fu estremamente popolare all'inizio del XX secolo ed affascinò personaggi come Sigmund Freud, Lenin, Georges Clemenceau, Salvador Dalí e Gabriele D'Annunzio. Adolf Hitler ne possedeva una versione originale, acquistata nel 1933.

Tutte le versioni del dipinto raffigurano un isolotto roccioso sopra una distesa di acqua scura. Una piccola barca a remi, condotta da un personaggio a poppa, si sta avvicinando all'isola. A prua ci sono una figura vestita interamente di bianco ed una bara bianca ornata di festoni. L'isolotto è dominato da un bosco fitto di cipressi, associati da lunga tradizione con i cimiteri ed il lutto, circondato da rupi scoscese. Nella roccia sono presenti quelli che sembrano essere portali sepolcrali. L'impressione complessiva è quella di uno spettacolo di desolazione immerso in un'atmosfera misteriosa ed ipnotica.

Arnold Böcklin non ha fornito alcuna spiegazione pubblica circa il significato del suo dipinto, anche se l'ha descritto come "un'immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura". Il titolo, che gli è stato dato dal mercante d'arte Fritz Gurlitt nel 1883, non è stato specificato da Böcklin, anche se deriva da una frase scritta in una lettera inviata nel 1880 ad Alexander Günther, che aveva commissionato l'opera. Non conoscendo la storia delle prime versioni del dipinto, molti critici d'arte hanno interpretato il vogatore come una rappresentazione di Caronte, che nella mitologia greca conduceva le anime agli inferi. L'acqua dovrebbe quindi essere il fiume Stige o il fiume Acheronte, ed il passeggero vestito di bianco un'anima recentemente scomparsa in transito verso l'aldilà.

Il quadro evoca, in parte, il Cimitero degli Inglesi a Firenze, dove vennero dipinte le prime tre versioni. Il cimitero era vicino allo studio di Böcklin e fu anche il luogo dove sua figlia Maria venne sepolta (Böcklin perse otto dei suoi quattordici figli). Quale sia stato il modello per l'isolotto roccioso è fonte di dibattito fra i critici d'arte: secondo alcuni fu l'isola di Pontikonissi, vicino Corfù, una piccola isola adornata da una cappella in mezzo ad un boschetto di cipressi; secondo altri Capri ed i suoi faraglioni, o il castello aragonese di Ischia. È tuttavia da evidenziare, come anche lo stesso pittore elvetico non abbia mai dichiarato espressamente a quale luogo si fosse ispirato per dipingere il quadro e nemmeno se il quadro fosse stato dipinto dal vivo o se la sua realizzazione sia stata effettuata a partire da una incisione o dipinto di altro artista. Ultime più recenti ricerche sembrano ricollegare l'isola del morti all'Isola di San Giorgio, davanti le coste perastine presso le Bocche di Cattaro, nell'attuale Repubblica del Montenegro. Quest'isola, ospita infatti una chiesetta ed un camposanto di costruzione veneziana, così come il quadro dipinto dall'artista.

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