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Thursday, 31 January 2013 15:30

BELLINI Giovanni e Gentile - “ Predica di san Marco ad Alessandria d'Egitto “( 1504. Olio su tela, 347x770 c. Pinacoteca di Brera a Milano ).

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San Marco, su un palco a forma di ponticello a sinistra, è impegnato in un'immaginaria piazza di Alessandria d'Egitto, davanti a un gruppo misto di personaggi, tra cui si notano alcuni ottomani con turbante, una serie di donne turche coperte da un lungo velo bianco, e una serie di dignitari veneziani nei loro abiti, che contrastano con l'esotismo degli altri personaggi.

Lo sfondo è composto da un ampio palcoscenico cittadino chiuso su tre lati, di chiara ideazione di Gentile, dominato da una solenne moschea-basilica che sembra un connubio tra San Marco a Venezia (con le specchiature marmoree e il tema dell'arco come coronamento) e Santa Sofia a Costantinopoli (con la forma semicircolare dell'architettura piena di contrafforti). A sinistra si vede un alto obelisco tra minareti e a destra torreggiano un campanile, un minareto e una colonna onoraria. Ai lati si dispongono una serie di edifici semplici, dalle lisce pareti intonacate di bianco, che vennero notevolmente semplificati da Giovanni Bellini, coprendo gli edifici alti e stretti già dipinti dal fratello, come hanno dimostrato le radiografie.

 

Tra i numerosi personaggi veneziani si riconoscono i membri della Scuola Grande, alcuni dignitari e figure di spicco della città all'alba del XVI secolo, e alcuni ritratti simbolici, come quello, nel gruppo di uomini in primo piano a destra, di Dante Alighieri, riconoscibile dalla corona d'alloro, che sottintende la recente conquista veneziana della città della Romagna, tra cui Ravenna in cui il poeta era sepolto.

Da un punto di vista stilistico la tela è caratterizzata dall'assenza di una vera e propria profondità spaziale, voluta per la particolare ubicazione originale dell'opera, che era appesa lungo una delle pareti degli ambienti rettangolari della Scuola Grande. La lettura ideale si svolge infatti in maniera lineare, lungo i due piani orizzontali paralleli composti dal gruppo delle figure e dallo sfondo col maestoso edificio centrale. Gli elementi non sono tutti raccordati a un medesimo punto di fuga, come tipico della pittura di gentile, che Giovanni cerco in parte di correggere. Questo si vede chiaramente nel campanile terrazzato a destra della basilica, che sembra ripreso da "sott'in su" (si vede il lato inferiore dei balconcini) mentre ciò non avviene negli altri minareti sullo sfondo.

Giovanni, muovendo e animando i personaggi, alleggerì il rigore ordinato dello stile del fratello, e restituì loro un'individualità peculiare, dando alla storia nel complesso una dimensione più umana e moderna

Read 7608 times Last modified on Tuesday, 02 April 2013 10:23

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