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Thursday, 31 January 2013 14:42

MERISI Michelangelo detto CARAVAGGIO ( 1571 – 1610 ) - “Amor Vincit Omnia “( 1602 - 1603. Olio su tela, 156x113 cm. Staatliche Museen di Berlino ).

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Questo dipinto - il cui titolo è derivato dalla locuzione latina Amor vincit omnia, L'amore trionfa su ogni cosa - è stato eseguito su commissione di Vincenzo Giustiniani che lo pagò 300 scudi. Nel 1630 il committente fece redigere un inventario delle sue floridissime collezioni, e l'incaricato, Joachim von Sandrart, tramandava che delle quindici tele di Caravaggio patrimonio della vasta raccolta una era considerata un capolavoro particolare.

Stando alle sue parole entusiastiche, il dipinto, che era considerato un caposaldo dell'inventario, sarebbe stato su suo suggerimento coperto da un telo verde, in modo tale da non sfolgorare i visitatori con la sua bellezza e svilire le opere lì presenti. Cinquant'anni dopo, un appassionato d'arte, l'inglese Richard Symonds, dopo aver visitato la collezione del banchiere, documentava alcune particolarità a proposito del dipinto. Secondo il suo resoconto, per acquistarlo venivano offerte cifre altissime ed il dipinto avrebbe poi raggiunto un valore di mercanteggiamento pari a dieci o quindici volte la sua cifra d'acquisto.

Il quadro, da un punto di vista iconologico, rappresenta la vittoria dell'amore sulle arti, qui riconoscibili nello spartito, nei libri e negli strumenti musicali ai piedi del fanciullo. Come modello, posò il garzone preferito di Caravaggio, Cecco Boneri, col quale si dice che il pittore avesse una relazione. D'altro canto, i sostenitori dell'omosessualità di Caravaggio ritengono che il fanciullo "inviti" chi guarda, con un gesto della mano destra, a raggiungerlo sul letto dove posa a gambe divaricate con compiaciuta licenziosità. Questa tesi può essere a priori smentita: Caravaggio era un grande ammiratore dell'opera di Michelangelo, e per quest'ultimo la posa a gambe sollevate o divaricate sottintendeva resurrezione, vittoria, trionfo.

Il quadro divenne subito, insieme al Suonatore di liuto, il quadro più bello e più celebre della collezione Giustiniani, tant'è vero che non pochi poeti gli dedicavano epigrammi e madrigali, e che Giovanni Baglione, rivale del Caravaggio, tenterà inutilmente di dipingerne una copia.

 

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