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Thursday, 17 January 2013 15:19

MANTEGNA Andrea ( 1431 – 1506 ) - “ Morte della Vergine “ ( 1462. Tempera e olio su tavola, 54x42 cm. Museo del Prado, Madrid ).

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L'artista trattò il tema della morte della Vergine con notevole originalità, senza accenti miracolistici. La scena è ambientata in un sobrio salone, racchiuso da pilastri che originariamente reggevano delle arcate a tutto sesto (in parte visibili nel Cristo con l'animula della Madonna) e con un pavimento marmoreo a scacchiera che fugge in prospettiva. Al centro si apre la grande finestra con la profonda veduta del lago del Mincio e del ponte di San Giorgio, immediatamente riconoscibile per i contemporanei.

Il catafalco della Vergine domina con le sue linee orizzontali la metà inferiore del dipinto, mentre attorno ad essa stanno gli apostoli che recitano la cerimonia funebre: san Pietro legge le Sacre Scritture, uno regge un vaso di unguenti, altri una candela e cantano; uno al centro, posto verso lo spettatore (san Giovanni?) si sporge verso il corpo di Maria per spargere l'incenso con un incensiere.

L'ammorbidirsi di forme e colori, iniziato nel percorso dell'artista già nella Pala di San Zeno (1457-1459), è qui ulteriormente sviluppato, con una maggiore naturalezza di gesti e tipi umani, che vengono nobilitati dall'ampio respiro monumentale della composizione.

La luce non arriva dalla finestra, ma da destra, ed investe il primo apostolo per lambire poi da dietro la figura scorciata sul catafalco. Lo spazio libero sul pavimento in primo piano invita lo spettatore ad osservare in profondità il dipinto, soffermandosi sulla Madonna per poi correre in lontananza nel paesaggio. Numerosi dettagli sono di vivo realismo: dalla naturalezza dei gesti delle mani e delle posizioni dei piedi degli apostoli, all'uso delle aureole scorciate e parzialmente specchianti, dai pesanti panneggi che sembrano di marmo (pur senza nascondere le anatomie delle figure), al lustro metallico di alcuni oggetti come i due grossi candelabri.

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