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Sunday, 04 June 2017 17:09

Intervista al candidato sindaco della lista "Salice nel cuore con Itaca" Alessandro Ruggeri

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Alessandro Ruggeri, 41 anni, avvocato è il Vice Sindaco uscente del Comune di Salice. Ha dato vita alla lista “Salice nel Cuore – con Itaca”, dopo la vittoria alle primarie. La lista, composta da 8 uomini e 4 donne, fa dell’entusiasmo il proprio cavallo di battaglia e punta dritta verso il cambiamento, non inteso solo a livello amministrativo ma soprattutto a livello politico, proponendo un turn-over della classe politica salicese.

Si presenti e presenti il suo progetto politico.

Il mio progetto politico va in continuità con quello che è stato fatto, però, non vorrei che la parola “continuità” venisse strumentalizzata. Infatti, per continuità, intendo che l’esperienza acquisita nel corso di questi anni, i progetti che sono stati approntanti, presentati e approvati dovranno avere la necessaria collocazione e il necessario sviluppo. Quindi, dare continuità a tutti i progetti e a tutto il lavoro fatto. Sono amministratore da 5 anni e ritengo che ne siano necessari 10 per riuscire a dare la propria impronta. In questi anni sono stato vicesindaco solo 2 anni e mezzo, ho lavorato strenuamente accanto al Dottore Tondo, ho imparato tantissimo e ritengo di essere pronto per andare avanti a capo di una nuova coalizione. Il mio sindaco ha compreso che i tempi sono cambiati, che è necessario lasciare il passo alle menti più giovani e più fresche, ed ecco che nasce la mia candidatura. Però, continuità non necessariamente vuol dire prendere tutto il vecchio e trasportarlo nel nuovo, la mia lista si compone soltanto di 4 unità del vecchio schieramento. Anche perché nessuno può amministrare ex novo, in quanto questo non avrebbe garantito il passaggio necessario tra quello che è il vecchio e il nuovo. Quindi, riteniamo che tra il passato, il nuovo e il futuro ci sia questo collegamento che risulta necessario affinché si possa continuare a lavorare.

Molto spesso, capita di confondere la politica locale con quella nazionale. Infatti, a causa della crisi economica, in molti hanno visto i municipi come luoghi ai quali rivolgersi per chiedere sostegno. Questo fenomeno si è verificato anche a Salice? In che modo un comune può far fronte a questo tipo di esigenze?

Sì, molte volte si confonde la politica locale con quella nazione. Ma i veri poveri disgraziati sono i sindaci (coloro che ci mettono la faccia), in quanto si interfacciano quotidianamente con le persone che hanno problemi concreti e seri. Infatti, nei livelli sovraordinati difficilmente c’è il politico che si interfaccia con la persona che non ha soldi per fare la spesa o quant’altro.

I sindaci e gli amministratori locali sono delle sentinelle al livello più basso che svolgono un ruolo essenziale per il sociale e per la comunità in cui vivono. Spesso il sindaco si deve fare da interprete di tutte le esigenze sociali. Posso assicurare che emotivamente non è facile interloquire con chi non ha di che vivere, e ti dirò di più, la maggior parte delle persone anche se hanno problemi non lo vengono a dire.

Quindi, compito di un amministratore è anche quello di intercettare le persone che hanno una dignità così grande da non venire a chiedere aiuto. Le soddisfazioni più grandi di questi cinque anni sono state vedere, per esempio, Margherita D’Amone lavorare in modo singolare per il sociale e intercettare, attraverso determinate abilità e ricerche, quelle persone che effettivamente hanno necessità e che non si sono mai rapportate con il Comune.

Poi, ci sono altre persone che vengono costantemente a chiedere. Anche lì ci vuole la capacità dell’amministratore a saper dosare tutto quanto per cercare di assecondare e soddisfare le reali esigenze della comunità. Distribuendo le risorse, qualora sia possibile, aiutando in questo modo le persone che hanno determinate problematiche e esigenze.

Nei suoi discorsi usa molto la retorica, tal volta anche la filosofia. Parole che sono difficili da trovare nelle cronache delle campagne elettorali delle elezioni amministrative, soprattutto quando si parla di piccoli comuni. Quando c'è da lottare con le buche o con la tassa sui rifiuti, quanto crede sia importante un approccio del genere?

Io uso la filosofia e la retorica perché sono uno strumento necessario per la politica. Non mi voglio vantare, sono molto severo nei miei confronti, anche perché non sempre parlando in un certo modo riesci a esprimerti al meglio. Penso che se si vuole dialogare in qualche modo bisogna far nascere l’interesse di chi ti ascolta. Ogni strumento e buono per attivare l’attenzione e spingere chi ti ascolta a ragionare e a fare delle valutazioni in base a quello che si sta dicendo. I politici devono avere la capacità di convincere e trasportare.

Ciò non toglie che, per quanto riguarda le problematiche concrete come le buche e le strade, quando sono arrivato i contenziosi per le buche erano numerosissimi e adesso si sono ridotti a pochissime unità. Infatti, oltre la retorica c’è anche l’aspetto giuridico e amministrativo che viene curato nei minimi termini. Anche perché le buche si sono ridotte notevolmente, abbiamo asfaltato gran parte del paese. Quindi, ritengo non guasti la filosofia e la retorica unita alla copertura delle buche.

In questi giorni, sulle pagine online di Salic’è, da parte di Enzo Marinaci e Paolo Quaranta abbiamo assistito a una difesa a spada tratta del bilancio e della gestione economica del Comune di Salice Salentino. Derubricando la faccenda della Corte dei Conti a una mera “bacchettata” e accettando che per le ristrettezze economiche non si è potuto fare di più, quali sono i vostri progetti per Salice e come intende realizzarli?

Il discorso del Bilancio comunale è un discorso abbastanza complesso e complicato. Se noi partiamo dal presupposto che i trasferimenti statali, che vengono da Roma, sono inferiori ai soldi necessari per pagare i dipendenti si dipinge un quadro abbastanza complicato. Da lì per riuscire a trovare le risorse per portare avanti ulteriori progetti, si va quasi nella fantascienza.

Ciò non toglie che il lavoro di un amministratore è quello non solo di aspettare che i soldi vengano riversati da Roma, ma trovare e intercettare tutte le forme di finanziamento necessarie che vengono mutuate dalla Regione Puglia rivenienti dalla Comunità Europea. Soldi che possono servire a migliorare la struttura e la vita del paese. Noi abbiamo intercettato finanziamenti importanti come la ristrutturazione del primo piano del Chiostro del Convento, ci saranno una ventina di cellette per una forma di turismo che potrà essere un turismo enogastronomico/religioso da collegare con le altre attività. Altro esempio è il Mercato Coperto per il quale è stato riconosciuto un finanziamento di 550 mila euro per farne un Centro Polivalente, il Centro Polifunzionale è stato riportato a nuovo, poi c’è il Centro Diurno e lo stesso Chiostro del Convento. Vogliamo intercettare numerosi altri fondi per il proseguo della nostra attività amministrativa che avverrà dal 12.

Progetti futuri. Tutto è incentrato sulla valorizzazione dell’agricoltura. Come ho già detto il centro della nostra attività economica deve essere l’agricoltura. Una legge regionale di qualche giorno fa ha approvato il censimento delle terre abbandonate e che risultano dismesse. Queste terre saranno censite e assegnate ai giovani che vogliono approcciarsi all’attività agricola, i quali attraverso la Banca delle Terre avranno la possibilità per ottenere dei finanziamenti per l’avviamento di un’attività giovanile agricola. I giovani devono tornare all’agricoltura, i nostri genitori hanno fatto un grandissimo errore che è quello di far considerare l’agricoltura come qualcosa da cui rifuggire, noi dobbiamo ritornare all’agricoltura e rioccuparci delle nostre radici. Attraverso la produzione di prodotti a km 0 che serviranno per creare una “rete a km0” con le attività (le cellette del chiostro, attività di B&B, Casina Ripa).

Un altro progetto ambizioso è il Salice Salentino DOC che è un nome molto inflazionato. Noi vogliamo cercare di attirare tutti coloro che conferiscono l’uva dei terreni salicesi nelle altre cantine, di conferirle qui a Salice. Vogliamo riproporre la coltivazione dell’uva, infatti, fino a qualche tempo fa si estirpavano i terreni in cambio di un piccolo contributo, Salice è stato devastato da questa politica di piccolo indennizzo e questo è stato un errore probabilmente anche della politica. Dobbiamo riavvicinarci alla terra e prendere possesso delle nostre radici. Questo comporterà una forma di interazione tra il vecchio e il nuovo. Cercheremo di creare una simbiosi tra i giovani e le vecchie conoscenze, per trasmetterle e rispolverare l’antica arte dell’agricoltura.

Si parla spesso di sicurezza, lei è un uomo di legge. Sulla base degli ultimi incresciosi episodi, cosa prevede il vostro programma per fronteggiare questo problema? E perché non l’avete fatto prima?

Parto dal presupposto che il Comune di Salice ha firmato la convenzione con il Ministero e la Prefettura per mantenere la Caserma dei Carabinieri su Salice. Il Ministero, con una legge di circa due anni fa, ha disposto che tutti i contratti d’affitto che arrivavano a scadenza dovevano avere una decurtazione del 30%, d'emblée. Il proprietario non c’è stato è voleva mandarli via. Noi abbiamo cercato di tamponare, avviando un dialogo serratissimo con il Prefetto e siamo arrivati anche al Ministro, anche perché tutto questo per 2000€ annui. Abbiamo proposto di addossarci noi questa somma. La Prefettura inizialmente non voleva ma dopo le nostre numerosissime pressioni hanno accettato. Quindi, ci siamo addossati la responsabilità di versare quei soldi per mantenere la caserma dei Carabinieri a Salice.

Per il futuro ritengo che sia oltremodo necessario una forma di video sorveglianza che possa attuare e concedere una maggiore sicurezza agli abitanti. Infatti, la sera dopo le 20 quando l’Ufficio di Polizia Locale chiude, in piazzetta Trisolino ci sono aggregazioni di giovani che danneggiano e creano problemi e bisogna fare attenzione affinché non prenda piede questa forma di vandalismo. Questo presuppone un controllo più serrato.

Perché gli elettori dovrebbero scegliere te.

Perché metto a disposizione la mia semplicità e trasparenza. Perché ritengo di fare un nuovo modo di politica per il paese. La politica fatta fino ad oggi è segnata da tipologie di condotte abbastanza passate. Ho un modo di fare tranquillo e difficilmente cado nel tranello dell’offesa e dell’ingiuria. Ritengo di essere una persona che possa rappresentare il futuro del mio paese. 

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