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Tuesday, 23 May 2017 12:56

Intervista a Paolo Quaranta, Assessore al Bilancio di Salice Salentino

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Intervista di fine mandato a Paolo Quaranta, 49 anni commercialista, Assessore al Bilancio del Comune di Salice Salentino.

Da quanto tempo è nel mondo della politica?

Sono in consiglio comunale dal novembre 1997. Durante la mia prima esperienza sono stato in maggioranza, con il Sindaco Scandone, dopo ho fatto 5 anni di opposizione e poi altri 10 anni di maggioranza, con il Sindaco De Mitri e il Sindaco Tondo.

Com’era Salice nel 1996 e com’è oggi?

Salice nel ’96 era sicuramente un po’ più “frizzante”, anche dal punto di vista economico. Dal punto di vista amministrativo si potevano fare scelte politiche più importanti e diverse, questo perché nel bilancio comunale il fattore politico era predominante. Successivamente, oltre alla crisi di questi anni, è cambiata la struttura degli enti locali e dei loro bilanci. Non ultima è stata l’armonizzazione contabile dei bilanci, che ha portato ad avere dei bilanci quasi “di cassa”, cioè se si incassano delle somme si possono spendere, altrimenti, no. Oltre a questo, l’armonizzazione comporta anche il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che è un accantonamento che viene fatto in bilancio (sottraendo delle risorse alla disponibilità dei politici) per coprire tutte le entrate tributarie non incassate.

Il vicesindaco Alessandro Ruggeri, su Facebook scrive: “E’ giunto il momento di cambiare. Di amministrare”. In questi 5 anni, quindi, non avete amministrato?

Forse vuole dire, cambiare il modo di amministrare, anche alla luce di queste novità. Quando parlavo del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità deve considerare che nel 2016 abbiamo accantonato circa 220 mila € e nel 2017 più di 300 mila €. Per un comune come il nostro, un accantonamento del genere è un capitolo importante. Inoltre, c’è un altro aspetto che incide sul modo di amministrare. Infatti, noi da 4 anni percepiamo dei trasferimenti statali che sono inferiori rispetto al monte salari. Con le somme statali dovremmo pagare: gli stipendi, il piano di ammortamento dei mutui, la pubblica illuminazione e poi? Poi bisognerebbe fare anche attività politica. Ecco perché probabilmente il vicesindaco pensa che bisogna iniziare a pensare a un modo diverso di amministrare.

La Corte dei Conti, nella sua deliberazione (16/2017, ndr) ha scritto “Dalla documentazione acquisita agli atti, si evince che il Comune di Salice Salentino nel 2011 ha proceduto al riconoscimento di debiti fuori bilancio per l’importo complessivo di € 1.118.970,30”. Come si fa a trovare debiti fuori bilancio per quell’importo?

No, allora, spieghiamo come funziona. Il debito si definisce “fuori bilancio” perché era stato già approvato il bilancio di previsione.

Nel 2011, il consiglio comunale ha riconosciuto dei debiti. Si parla al plurale perché avevano una natura diversa. Soprattutto, in quella occasione, si riconobbe il debito nei confronti degli eredi Ripa, per la famosa vicenda “Casina Ripa”, poi diventata Centro Polifunzionale. Lì fu fatto l’esproprio che fu calcolato in maniera errata, quindi, si è arrivato a riconoscere il debito – con l’amministrazione De Mitri, nel 2011 – per oltre 700 mila euro.

Sempre in questa deliberazione, la Corte definisce il Comune di Salice come incapace. Come risponde?

Questo è un problema di forma. La legge prevede che la copertura del debito fuori bilancio debba avvenire attraverso l’alienazione di beni immobili, oppure, con spese correnti (fondi di bilancio). C’è anche la possibilità di coprire alcuni debiti fuori bilancio contraendo un mutuo, ma solo se si tratta di spese per investimento. Nell’ottobre 2011, quando abbiamo riconosciuto tutti quei debiti, noi li abbiamo coperti contabilmente attraverso la vendita di beni (come ad esempio Villa Alemanno e altri immobili di proprietà del comune).La nostra incapacità, secondo il provvedimento della Corte dei Conti, è stata nel non pagare i debiti nell’arco di 3 anni. Infatti, la legge prevede che nel momento in cui non si riescono a vendere gli immobili, bisogna coprire con fondi propri, massimo nell’arco di tre anni. Noi, invece, siamo andati oltre finendo di pagare nel 2015. Ecco il perché della “bacchettata” della Corte e mi piace sottolineare che non è nient’altro, se non quello. Attualmente, non c’è più niente da pagare per tutti tre gli anni, indicati dalla Corte.

Le pongo una domanda che viene dal consigliere Cosimo Leuzzi*. Il quale le chiede: “Qual è la situazione effettiva, economico-finanziaria del Comune di Salice?”

(Vedi lo speciale sulle elezioni amministrative 2017, ndr)

Attualmente noi pensiamo di lasciare un Comune solido dal punto di vista economico. Sicuramente non ci sono più i debiti, non abbiamo mai o quasi mai utilizzato le anticipazioni di tesoreria se non per brevissimi periodi (la tesoreria è la banca che viene usata dal comune per le transazioni, la legge prevede l’utilizzo delle anticipazioni, è come se la banca ci facesse un fido). Quello che è importante è che in questi anni abbiamo sempre impegnato le somme solo là dove eravamo certi di averle. Non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba e abbiamo pagato altri debiti, oltre a quelli richiamati nella deliberazione della Corte.

Per coprire questi debiti non sono stati fatti prestiti e non abbiamo gravato il Comune di nuovi mutui, se non nel 2015, quando c’è stata la possibilità di contrarre un mutuo, abbiamo deciso di rifare le strade.

Il rifacimento delle strade, quindi, non è propaganda elettorale?

Il rifacimento è stato adottato anche dall’esigenza di porre un freno al risarcimento danni che chiedono i cittadini. Non è uno spot elettorale, il progetto è stato approvato nel 2015. Perché nel 2015 il bilancio ci dava la possibilità di contrarre un mutuo, l’abbiamo inserito nell’elenco annuale delle opere pubbliche e l’ufficio tecnico ha redatto il progetto. Poi, purtroppo, con i tempi della progettazione, del bando e dell’aggiudicazione siamo arrivati a iniziare i lavori nel febbraio del 2017.

Sa dirci come mai i Consigli Comunali si svolgono di mattina?

Non c’è una motivazione in particolare. E’ stato fatto per anni di pomeriggio, ma nemmeno il pomeriggio, purtroppo, veniva più nessuno.Per quanto riguarda lo streaming dovrebbe chiedere al candidato sindaco Rosato che all’epoca si è opposto. Credo non sia stato contento delle proposte fatte dai giornali online, mi riferisco a “Salic’è” e “Guagnano Informa”. Credo che non fosse d’accordo con uno dei due, non ricordo quale ma comunque non glielo direi.

Ha deciso lei di non candidarsi?

Ho deciso di non candidarmi. Come ho detto prima sono in Consiglio Comunale dal ’97, credo di aver dato tutto. Io sono sempre stato un uomo di partito – ho avuto la tessera di Rifondazione Comunista e poi di SEL – però dal 2012/2013 ho perso il mio orientamento partitico e non ho più rinnovato la tessera. Ritengo di non dover fare ulteriori esperienze politiche, perché se non ho un riferimento di partito non voglio auto referenziarmi o auto rappresentarmi.

Cosa auspica lei per Salice e chi vorrebbe vincesse le elezioni?

Salice ha una peculiarità particolare che è l’agricoltura e per assurdo – a causa dell’abbandono dei terreni agricoli – si sta ritorno ai grandi proprietari terrieri. Forse, a questo punto, dobbiamo dire che è un bene che arrivano i proprietari dal nord ma anche quelli della zona, che continuano a comprare appezzamenti di terreni, dove produrre l’uva. Dal punto di vista sociale e culturale, credo che quest’amministrazione abbia fatto molto. Ha risvegliato molto il paese dal torpore con diversi eventi culturali e manifestazioni, purtroppo, non sempre partecipate. Devo dire una cosa, con grosso rammarico, le divisioni politiche all’interno dei paesi come Salice e soprattutto questo sistema elettorale, porta a una contrapposizione forte tra la maggioranza e l’opposizione, tra persone. Questa contrapposizione porta all’erezione di alcune barriere che non consentono a una parte di cittadini di partecipare alle manifestazioni che magari vengono organizzate da un’amministrazione, invece che da un’altra.

Non so chi vincerà. Voglio dire che grazie alle primarie del centrosinistra che si sono svolte ad aprile, sicuramente si è ricompattata un’area. A Salice il centrosinistra è una realtà importante, pur partendo da una situazioni di svantaggio. Dico di svantaggio perché l’anti-politica viene cavalcata da tutti e chi amministra parte in una situazione di svantaggio, perché la gente vorrebbe vedere il proprio paese fatto d’oro. Non tutte le colpe possono essere date agli amministratori ma è più facile colpire loro. Come dicevo pocanzi, il nostro attuale vicesindaco (Alessandro Ruggeri, ndr) e l’Assessore ai servizi sociali hanno dato molto dal punto di vista culturale. Credo che si debba e si possa continuare con quel tipo di amministrazione. Penso che Alessandro Ruggeri possa essere un buon sindaco per continuare il lavoro intrapreso negli ultimi anni.

Read 930 times Last modified on Tuesday, 23 May 2017 13:05

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