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Friday, 10 March 2017 12:00

INCONTRO CANDIDIAMO L'ITALIA-RIFORME ELETTORALI E COSTITUZIONALI DOPO L'ESITO DEL REFERENDUM Featured

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L’incontro “Candidiamo l’Italia-riforme elettorali e costituzionali dopo l’esito del referendum” si è svolto ieri 9 Marzo 2017 a Lecce all’Open space di piazza sant’Oronzo. All’incontro hanno partecipato in qualità di relatori,Felice Besostri, coordinatore nazionale avvocati anti-Italikum,Antonello Denuzzo, costituzionalista dell’università del Salento,Damiano Potì, del Centro studi parlamentare e moderatore del suddetto, Marco Ligori, responsabile dei ricorsi sull’Italikum per la Puglia.

L’incontro ha preso il via da un attento lavoro svolto da una squadra di avvocati che presso i tribunali di Bari e Lecce hanno sollevato 14 motivi di incostituzionalità presenti nell’Italicum, legge elettorale nazionale.

Il moderatore ha spiegato che alcuni dei rilievi costituzionali sono stati ritenuti non manifestatamente infondati e rilevanti ai fine della decisione,condizioni necessarie per ricorrere. Tali mancanze, sono state discusse nella pubblica udienza del 24 gennaio dalla Corte Costituzionale i quali giudici, hanno bocciato il ballottaggio, salvando, invece il premio di maggioranza al partito che supera il 40% dei voti. Mentre la corte ha modificato la norma sulle cosiddette “pluri-candidature dei capilista”, la quale consentiva a quest’ultimi di presentarsi in una pluralità di collegi e di scegliere poi su base volontaria dove far valere la loro elezione. Tale modifica apportata dalla Corte, conferma le pluri-candidature mentre per quanto riguarda la scelta questa deve avvenire necessariamente tramite sorteggio. Con tale sentenza si consegna di fatto, al nostro Paese un sistema elettorale di tipo proporzionale.

La squadra di avvocati, spiega l’avvocato Marco Ligori, ha ritenuto di rinunciare a 12 dei 14 punti contenuti nel ricorsi concentrando l’attenzione dei magistrati sul primo e sull’ultimo motivo del ricorso: cioè sull’aver posto la questione di fiducia nell’approvazione della legge elettorale da parte del Parlamento in violazione dell’art. 72 c. 1 e 4 Cost. e del Regolamento parlamentare della Camera per leggi in materia elettorale e costituzionale (motivo 1) e con riferimento alle soglie di accesso al Senato perché costituzionalmente illegittime (motivo 2). Infatti, al Senato le soglie di accesso sono il doppio ( 8%) rispetto alla Camera per le liste singole e 20% per le coalizioni. Questo porta ad avere delle differenze sostanziali tra Camera e Senato con la conseguenza che il voto non è uguale e i candidati con lo stesso numero di voti hanno meno possibilità al Senato che alla Camera. A causa delle soglie di accesso più elevate i partiti o i gruppi politici organizzati non possono presentarsi con le stesse liste alla Camera ed al Senato; il voto non è libero e i partiti politici non possono concorrere a determinare la politica nazionale, in violazione dell’art. 49 e dell’art. 51 Costituzione

Infine da quanto emerge dalla sentenza avremmo due sistemi elettorali di votazione nella Camera e nel Senato diversi; nella camera avremmo un maggioritario con premio di maggioranza,mentre nel senato avremmo un proporzionale puro. Inoltre al Senato sono ammesse le coalizioni mentre alla Camera no.

L’intento è quello di demolire l’Italicum e approvare una nuova legge elettorale con cui votare in tempi si spera brevi.

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