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Friday, 10 February 2017 18:00

Foibe, questa parola oscura Featured

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Foibe, è ancora una parola oscura nella nostra storia. In natura, le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. Ed è in quelle voragini dell'istria che fra il 1943 e il 1947 sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani. Il 10 febbraio 2005, il Parlamento ha decretato il “Giorno del ricordo”, una giornata, appunto, istituita al fine di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Molto spesso si tende a sottovalutare quest’avvenimento storico, poiché le vittime di questo genocidio furono cattolici,liberaldemocratici, socialisti, ma soprattutto fascisti. Una carneficina volta a testimoniare l'odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. L’accanimento prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l'italia e la Jugoslavia.
Sarà L’Italia nel febbraio del 1947 a ratificare il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l'istria e laDalmazia vengono cedute alla Jugoslavia.Trecentocinquantamila persone si trasformano improvvisamente in esuli. Perciò scappano per il terrore, senza avere nulla, semplicemente bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. Vengono ignorati anche dalla sinistra italiana: non suscitano solidarietà perché stanno fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleatodell'URSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. Del resto, anche la vicinanza ideologica con Tito è una delle ragioni per cui il PCI non affronta il dramma degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l'argomento nel dimenticatoio. Lo storico GiovanniSabbatucci, ci ricorda che per la stessa classe dirigente democristiana i profughi dalmati vengono considerati come “cittadini di serie B”, e non approfondisce la tragedia delle foibe. Anche i neofascisti, d'altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a menzionare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani.
Gli eventi che questa giornata istituita intende commemorare e tramandare, tra l’altro fa sì che le foibe e l’esodo siano ricordati esattamente due settimane dopo la Giornata della memoria della shoah. Se si tiene in considerazione anche che in genere gli eventi legati alle due ricorrenze si sviluppano a cavallo delle giornate stesse e la somiglianza delle due denominazioni, sono oggetto di frequenti lapsus e malintesi sui mezzi d’informazione, ne deriva una certa confusione, non sarebbe una cattiva idea, l’iniziativa di alcuni comuni di fare economia e celebrare il Giorno della memoria e quello del ricordo in un unico evento posto a metà tra le due date. Dopotutto, al di là del colore politico, siamo tutti esseri umani, ed è questo che si dovrebbe sempre ricordare. 

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