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Friday, 04 March 2016 14:01

È ufficiale: Starbucks arriva in Italia Featured

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Starbucks entra nel mercato italiano. Il presidente Howard Schultz, aprirà il suo primo punto vendita in Italia agli inizi del 2017 a Milano, ed entrerà in partnership con Percassi.

Già presente in Europa, la catena Starbucks è entrata in Gran Bretagna nel 1998 e conta su 2.400 punti vendita in Europa, Medio Oriente e Africa. L'Italia è una sfida nuova, poiché con la sua concezione tradizionale per il caffè e il concetto di bar che non rientra esattamente nello standard della catena Usa, potrebbe rivelarsi un fallimento.

Howard Schultz, ha rilasciato per ilCorriere della Sera delle dichiarazioni:

«Sarà elegante, la quintessenza del design nel centro di Milano. Sono molto coinvolto, in ogni dettaglio. Per me è anche una realizzazione personale. Dedicherò a questa città un caffè speciale, una miscela premium, ricca e forte». Si aspettava questo momento da più di vent’anni. Adesso la sua Starbucks è pronta e vuole diventare protagonista della vita milanese. Il Frappuccino, – la bevanda fredda simbolo della catena, a metà tra un cappuccino e un frappé  sarà così servito al banco all’inizio del 2017, forse addirittura entro la fine di quest’anno, con l’inaugurazione del primo negozio.

L a storia di Starbucks nel mondo dell’America aziendale è conosciuta come una delle storie più celebri sull’inizio di una società. Negli anni Ottanta Schultz lavorava come responsabile delle vendite per un’azienda svedese che vendeva articoli per la casa, quando si accorse che una piccola catena di caffetterie, la Starbucks Coffee, Tea and Spice Company, acquistava da loro le macchine per il caffè americano. Schultz visitando l’azienda, ne rimase così colpito che tentò, e riuscì a convincere la piccola azienda ad assumerlo come direttore per il marketing. Fu durante un viaggio in Italia che si innamorò della “cultura del bar” nostrana.

Ha scritto nel suo libro, «gli italiani avevano trasformato il caffè in una sinfonia, ed era un’esperienza piacevole. Starbucks suonava nella stessa sala concerti, ma senza un sezione d’archi».

Riproporre questa vecchia storia potrebbe rivelarsi una strategia di marketing azzeccata, soprattutto per un’azienda americana che si prende il rischio di provare a vendere l’espresso agli italiani. «Stando alla narrazione di Schultz, in sostanza, Starbucks è tornata a casa», ha detto David Srere. «Quando cerchi di espandere la tua azienda in un paese in cui non sei mai stato hai una sola possibilità: se sbagli, sei fuori».

 

SCHULTZ

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