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Wednesday, 21 November 2012 08:05

BRAQUE Georges

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BRAQUE Georges ( 1882 – 1963 ) – “ Violino e brocca “ ( 1910. Olio su tela, 117x73,5 cm. Basilea, Kunstmuseum ).

L’opera pittorica di Georges Braque si può classificare nella corrente del Cubismo Analitico tipico degli anni del 1900. La situazione storica in cui è stata composta è quella del periodo torbido e malevolo della guerra civile spagnola e del primo conflitto mondiale. Le dottrine filosofiche e scientifiche di Freud, Einstein, Bergson scuotevano il mondo e Braque con questo dipinto voleva esprimere la propria posizione, il proprio pensiero. Tutto il dipinto è una metafora, nulla è perfettamente chiaro e contraddistinto; il meccanicismo della prospettiva tradizionale abolito, non concedendo mai il possesso delle cose rappresentate. In tale dipinto appare con tutta evidenza lo sforzo che Braque e Picasso stavano compiendo in quel periodo al fine di superare definitivamente

sia la pittura impressionista che quella dei Fauves. L’elemento importante non è tanto la scelta del soggetto ma il modo in qui esso viene scomposto. L’aspetto simbolico dello spazio sembra solidificarsi e confondersi con i vari oggetti con cui interagisce e ai quali si mescola come se fosse costituito della stessa materia. I vari oggetti, pur essendo composti in modo simmetrico non hanno nessun rapporto di spazio tra loro. Al centro, leggermente spostata a sinistra, vediamo una brocca appoggiata su un tavolo quadrato; in basso, leggermente spostato verso destra, riconosciamo un violino; al centro in alto, un chiodo conficcato nella parete regge alcuni fogli di carta.

Sulla destra infine si può riconoscere una cornice orizzontale, forse uno zoccolo della parete. Per logica, il piano su cui poggia la brocca dovrebbe essere dietro quest’ultima e invece quasi la attraversa, intersecandone la pancia con alcune sfaccettature. Il violino, a sua volta, è nel contempo sopra e dentro al tavolo, mentre il foglio di carta con l’angolo piegato si stacca nettamente dal muro sul quale è conficcato il chiodo finendo per sovrapporsi in parte al piano del tavolo. In un primo momento troviamo difficoltà a scorgere nel dipinto forme note, ma, mano a mano che il nostro occhio si sarà abituato alla forte frammentazione delle immagini, alcuni oggetti cominceranno a prendere corpo. Tale tecnica di scomposizione dei volumi impressa in olio su tela è avvalorata da linee forti, che definiscono gli spigoli e gli angoli di tutte le scomposizioni dei volumi. Le forme geometriche sono un presupposto del cubismo, infatti l’opera ne è ricca, tranne che per le forme dei fianchi del violino, che sono arrotondati.

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