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Thursday, 15 November 2012 20:01

GERICAULT Théodore ( 1791 – 1824 ) – “ Ufficiale dei cacciatori” ( 1812. Olio su tela, 349x266 cm. Musèe de Louvre, Parigi ).

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La scena è dominata da un cavallo impennato, incitato dall’ufficiale che seguendo il movimento dell’animale sfodera la spada e la agita animatamente pronto alla carica; il busto girato verso destra controbilancia lo scatto della bestia che girandosi mostra il fiero e coraggioso sguardo.

L’azione è veloce ma colta con grande attenzione. La bellezza del quadro cela gli “errori” anatomici del disegno: le gambe posteriori del cavallo sono troppo esili e sembrano eccessivamente sforzate, come sottoposte a un gesto titanico; ma questo errore, contestato dai critici che videro il quadro al Salon del 1812, è da considerare una precisa scelta di Géricault che voleva così esaltare il movimento eroico dell’animale.
Ancora, sia il braccio destro del cavaliere che la spada che tiene in pugno sono troppo corti, ma forse tale accorgimento può essere letto come mezzo per suggerire la profondità. Il dipinto spicca per le indubbie qualità pittoriche: la stesura del colore così netta e contrastata non mancò tra l’altro di stupire David, grande protagonista dell’arte francese. Ancora quasi del tutto sconosciuto, Géricault ebbe l’onore di vedere il suo quadro presente al Salon del 1812, esposto accanto al RITRATTO EQUESTRE DI MURAT di un artista di grande fama come Gros.
I giudizi favorevoli ricevuti misero in buona luce il giovane pittore, tanto da essere premiato con una medaglia. Malgrado le tante lodi, il quadro non trovò nessun acquirente e si risolse con un insuccesso di Géricault anche il tentativo di venderlo mediante il pare del suo allievo, Jamar, che era un mercante d’arte. Pare che la mancata vendita avesse creato tanti problemi all’artista che giunse al punto di girare il verso del quadro contro il muro e di chiedere all’allievo di ridipingerlo con colore bianco e di sbarazzarsene.
Ma nonostante gli sforzi, il quadro restò nell’atelier e lì fu ritrovato: venne poi acquistato dal Duca d’Orleans, futuro re Luigi Filippo.
La presenza all’esposizione al bazar Bonne-Nouvelle nel 1848, salvò l’opera dall’incendio che distrusse la collezione della galleria del Palais Royal.

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