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Domenica, 11 Gennaio 2015 22:57

CENNI STORICI SULLA CHIESA E SULLA PARROCCHIA DI S. GIUSEPPE

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Nel 2012 due importantissime ricorrenze: il 40° anniversario di costruzione della nostra chiesa (1972-2012) e il 35° di inaugurazione pastorale della nostra Parrocchia (1977 - 15 ottobre - 2012).

 

 

La chiesa di San Giuseppe sorge all’interno del complesso denominato “Istituto assistenziale Grasso -Tommaso”, realizzato nel 1961 e donato alla Congregazione delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, dai coniugi Giuseppe Grasso (nato a Salice S. il 20/10/ 1889, morto il 09/05/1976) e Maria Tommaso (nata a Salice S. 20/03/1909, morta il 14/03/1996).

La chiesa fu costruita su un terreno adiacente all’istituto, grazie all’impegno di  Don Carlo Gatto  e fu dedicata a S. Giuseppe Lavoratore. La chiesa fu costruita per il servizio liturgico, specialmente la S. Messa e destinata, oltre che alle suore e all’Istituto per anziane accanto, agli abitanti dell’area circostante, periferica rispetto al resto del paese.

La chiesa,  progettata dal geometra Michele Liguori di Lecce,  misura 14 m di larghezza, 27 m di lunghezza e 9.50 m di altezza. Essa, pur non essendo stata pensata da subito come chiesa di parrocchia, risulta essere la struttura più capiente del paese potendo ospitare, fra posti a sedere e in piedi, oltre 500 persone.  Le pareti interne ed esterne sono rivestite da intonaco, gli arredi e le opere d’arte danno un ottimo decoro e accoglienza. La chiesa iniziò ad essere ufficialmente luogo di culto con l’inaugurazione del 25 novembre 1972.

Essa divenne parrocchia il 15 ottobre 1977 e il suo primo parroco fu Don Giovanni Russo, da tutti chiamato “Don Nino” che, insieme a Don Mario Melendugno e all’Arcivescovo Mons. Settimio Todisco, si era impegnato per costituirla.

Le suore Discepole di Gesù Eucaristico donarono la chiesa alla Diocesi di Brindisi – Ostuni,  il 7 maggio 1982  e da questa, in seguito, fu trasferito all’Ente Parrocchia.

La struttura si presenta all’esterno con una facciata divisa in tre parti, di cui quella centrale è aperta dal portale d’ingresso, sormontato da una pensilina a spioventi e da una finestra circolare, mentre le due laterali sono cieche. In alto i due pilastrini reggono l’architrave posta a coronamento della parte centrale, sormontata da una croce.

La pianta interna, ad aula unica, è molto semplice: la struttura portante è realizzata in cemento armato con la copertura a due falde inclinate, mentre la muratura è in conci di tufo.

L’altare maggiore ospita la mensa ch presenta il mosaico raffigurante i Discepoli di Emmaus, di Francesco Margarito.  Sempre di Margarito sono i bassorilievi  del tabernacolo, del Fonte Battesimale con le scene del Battesimo di Gesù compiuto da San Giovanni Battista e dell’ambone su cui è rappresentato il Cristo Risorto.

La parete rivestita da un mosaico raffigurante due angeli, ospita il Cristo Re, realizzata in legno.

 Sono da segnalare le tele poste ai lati dell’altare maggiore, una delle quali rappresenta San Giuseppe con  Gesù Fanciullo, di Donato De Francesco.

Le quattro grandi tele presenti sul lato destro dell’edificio rappresentano rispettivamente: il Sogno di S. Giuseppe, la Fuga in Egitto, la Natività, la Morte di S. Giuseppe, realizzati dal pittore Donato De Francesco, mentre  Gesù coronato di spine, Gesù Risorto, Gesù deposto dalla Croce furono realizzati da Salvatore Montefusco.

Nei locali attigui alla chiesa si conserva una pregevole rappresentazione pittorica del Ven. Servo di Dio Fra’ Paolo Grasso da Salice, frate Riformato del XVI, realizzato da padre Diego Abatangelo, in Manduria. Il quadro fu acquistato da Francesco Grasso, autore di una biografia sul frate e affidato al Parroco dell’epoca Don Giovanni Russo per una serie di catechesi curate da Padre Carlos Cotto - Rodriguez, del Porto Rico, di felice memoria.

Sono presenti, inoltre, una statua del S. Cuore in legno dipinto, una statua in legno medio - piccola della Madonna, sei statue in cartapesta dipinta: Cuore Immacolato di Maria, SS. Cosimo e Damiano, S. Rita, S. Gemma Galgani, un altorilievo in legno dipinto di Gesù Sacerdote e Re in croce, un crocifisso antico in cartapesta medio - piccolo, un crocifisso in bronzo medio-piccolo, un piccolo bassorilievo in bronzo raffigurante la fuga in Egitto, un crocifisso in piombo medio-piccolo, dello scultore V. Martina, due lampadari in ferro battuto, un organo musicale in stile classico, l’impianto di audio diffusione, i vari vasi sacri, paramenti liturgici, ecc. Molte delle sculture sono state realizzare dalla Ditta Malecore, nel 1980, mentre la statua di San Giuseppe Lavoratore fu realizzata dallo scultore  G.V. Messner.

Sono presenti inoltre le quattro vetrate delle finestre in cui sono rappresentati i quattro Evangelisti e quella sul rosone della facciata esterna, rappresentante San Giuseppe con il Bambino e donata da Cosimo Gravili.

Inoltre, si citano gli ampliamenti dei locali annessi alla chiesa parrocchiale nel 1978-81: realizzazione di un lungo corridoio di circa m 30 con uscita sulla strada alle spalle del complesso parrocchiale e deposito corrispondente al piano superiore;  nel 1986 fu attuato un altro progetto di ampliamento, ultimato nel 1987, che ha permesso la realizzazione dei depositi, delle scale in muratura, di un’aula pastorale-ricreativa e del salone parrocchiale al piano superiore e del primo livello del campanile in muratura, sovrastato da un  telaio in ferro con due campane.

BIBLIOGRAFIA

 

Crf. Regione Puglia CRSEC LE/37 – Campi Salentina, Salice Salentino, Emergenze Storico-Artistiche, Campi Salentina, 2004

Testo di Silvia Grasso.

Foto di Silvia Grasso e Daniela Leone.

Consulenza Scientifica Giuseppe Tafuro.

Informazioni, testimonianza e ricostruzione storica di Don Michele Arcangelo Martina.

 

Letto 6042 volte Ultima modifica il Domenica, 11 Gennaio 2015 23:13

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Silvia Grasso

Laureata in Educatori Socio-Ambientali presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Specializzata in Sociologia e Ricerca Sociale, presso la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio.

Si interessa di turismo ed esercita da breve tempo l’attività di Assistente Turistico come libera professionista.

Innamorata della sua terra e sempre alla scoperta di nuovi luoghi interessanti dal punto di vista storico-culturale, si dedica spesso ad attività di ricerca e di ricostruzione degli aspetti antropologici, culturali e sociali del suo territorio.  I suoi hobbies sono la danza, in particolare la Pizzica e l’equitazione.

È spesso  impegnata anche in attività di volontariato.

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