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Monday, 31 March 2014 12:12

Il paradiso oltre il mare

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Dove vai, o caro Gauguin, se non hai felicità e purezza interiore?? ”

Henri Rousseau, il Doganiere

 

 

Gauguin: spirito libero, selvaggio, autodidatta, l’Essenza del saper vivere senza regole.

Parigi, seconda e ultima parte del 1800: esplosiva, ipocrita, frenetica, luminosa. Corrotta.

L’aria di Parigi sa di lusso, sporco e prostituzione: è un’aria pesante, una di quelle che uccide, che da alla testa. E’ malata; infettata dal progresso tecnologico, forse troppo precocemente sviluppatosi e che soprattutto trova il suo disaccordo con il progresso umano, mentale.

Gli artisti che vivono a Parigi sono tanti, e diversi tra loro, seguendo ognuno un’espressione pittorica diversa.

Tra questi spicca Paul Gauguin, che osserva la società Parigina e ne trae successivamente delle critiche.

La società è diventata falsa, criminale e governata da Dei falsi e bugiardi: Denaro, Invidia, Superbia, Avarizia, Lussuria, Gola, Ira, Accidia.

Gauguin è l’Artista Genio, contro un mondo di conformisti. E’ l’uomo che riesce ad aprire gli occhi e guarda quello che c’è oltre il Velo di Maya, riuscendo perciò a capire qual è la vera realtà.

Qual è l’arte reale quindi?

Non è solo il bel dipinto accademico perfetto nei sui canoni. No. La vera e pura arte, è dentro l’anima; è espressione libera di se stessi. L’arte è ciò che l’uomo sente e crede di voler fare.

Gauguin parte da Parigi lasciando la sua famiglia e Van Gogh, cercando disperatamente il cosiddetto “Paradiso Terrestre”; terra vergine e pura. Ricerca la sua serenità e la trova dall’altra parte del pianeta: a Tahiti, dove tutto è natura e la natura è tutto.

Durante la sua permanenza fino alla morte, nelle isole si circonda di semplici ma belle cose… quelle che alla fine andava veramente ricercando e guardando i suoi quadri, sembra quasi di poterne respirare l’aria: l’odore del mare, dei fiori tropicali, degli alberi secolari, dei frutti, e delle belle donne dalla pelle dorata.

 

Gauguin si sente finalmente libero e lontano dall’aria contaminata della grande metropoli Parigina e grazie a questo molti sono i dipinti dai colori accesi se pur piatti, che nascono in questa terra; in particolar modo raffigurazioni delle donne di Tahiti, che finalmente trova al naturale e senza una maschera che celi la loro vera identità.

Di maschere l’artista ne ha viste molte a Parigi, proprio come l’artista James Ensor, che addirittura trae da queste l’opera satirica: “L’entrata di Cristo in Bruxelles”.

 

 

L’entrata di Cristo in Bruxelles -1889- James Ensor

 

 

 

La tematica portante del viaggio di Gauguin perciò è la costante ricerca della naturalezza e dell’innocenza dell’uomo; un uomo lontano da quello Parigino, trasformato dalla corruzione e dal male.

L’artista si rifà alla filosofia di Rousseau, la quale afferma la corruzione di una società sempre più moderna verso l’uomo, tramutando esso in un fantoccio governato da una Volontà più grande di lui. Al contrario, l’uomo che nasce e vive in natura non è cattivo. Egli è libero vivendo in una serenità appagante. Una serenità che successivamente il filosofo Schopenhauer, e popoli orientali chiameranno Nirvana.

 

 

Era alta di statura e il fuoco del sole brillava sull'oro della sua carne, mentre tutti i misteri dell'amore dormivano nella notte dei suoi capelli.

Paul Gauguin_

Read 2944 times Last modified on Tuesday, 01 April 2014 10:04

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