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Sunday, 16 February 2014 16:36

ENNESIMA VITTIMA DELLA RETE: 14enne suicida, dito puntato su Ask.fm

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Purtroppo l'orrore continua a ripetersi in maniera indiscriminata in tutta Italia, a nulla sono serviti i casi spiacevoli di altri ragazzi che, immischiati nella tela virtuale di aggressori (il più delle volte senza volto) non hanno più saputo reggere alle minacce e all'odio gratuito  e hanno deciso di farla finita una volta per tutte.

Ed è esattamente quello che è successo all'ennesima vittima della rete, una  14enne padovana che, domenica pomeriggio  ha messo fine alla sua giovane vita gettandosi dal tetto di un vecchio albergo abbandonato a Cittadella.

La giovane, in un periodo un po' fragile della sua tenera vita (era appena stata lasciata dal fidanzatino e soffriva molto per il vuoto lasciato da questo) aveva affidato i dispiaceri tipici anche di un'età adolescenziale particolarmente difficile alla rete, e specialmente ad Ask.fm, un social basato su un semplicissimo sistema di domanda-risposta  che consente di seguire e postare domande sulla bacheca di altri membri , anch'essi registrati a tale servizio, in forma completamente anonima.

Tutti conosciamo i malumori adolescenziali che molto spesso tormentano un periodo così importante per la vita di ognuno di noi, anzi, stento a credere a chi ammette di non aver mai vissuto momenti di sconforto, di dispiacere, anche minimi, anche stupidi, durante la propria crescita.

Sappiamo tutti, chi più, chi meno, che questo passaggio obbligatorio, questa transizione problematica ma normale dall'infanzia all'età adulta comporta molto spesso ripercussioni di vario genere; lo smarrimento, il disagio esistenziale,  l'incertezza, la confusione possono essere solo alcuni dei sentimenti provati dai giovani in quel particolare percorso che li porterà finalmente alla conoscenza non solo di sé ma anche, e soprattutto, del mondo che li circonda.

Così, mentre lei scriveva i suoi tormenti sul web, c'era chi la sbeffeggiava, chi la incitava a farla finita, chi la minacciava in tutti i modi possibili, chi la torturava tutto il giorno  inviandole foto di polsi tagliati e sanguinanti e di lamette incoraggiandola a  tagliarsi le vene per chiudere definitivamente la questione.

Ovviamente nella bolgia c'era anche chi le ripeteva di non buttarsi giù, chi le tendeva una mano dicendole  che col tempo sarebbe passato tutto e che proprio il tempo avrebbe alleviato le sue ferite, c'era chi le proponeva di farsi aiutare da qualcuno in questo momento di sconforto e chi cercava in tutti i modi di non farle pesare quelle minacce che col tempo erano diventate pressanti e pesanti come macigni.

Purtroppo però  le poche parole di conforto nulla potevano fare contro le minacce incombenti e gli insulti gratuiti che oramai riempivano la sua bacheca, le sue giornate e la sua mente.

Ogni volta che accadono simili disgrazie ci riproponiamo sempre e puntualmente la stessa domanda: ma siamo davvero consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni sul web?

L'anonimato che ci nasconde da situazioni o azioni pericolose, il senso di onnipotenza nel poter reperire una quantità indiscriminata di informazioni in qualunque momento e posto, il potere che sentiamo nelle nostre mani semplicemente possedendo un computer o uno smatphone, la dipendenza ormai capillare da social networks che, in casi estremi, vengono quasi a fungere da vite parallele, da diari in cui raccontare e raccontarsi senza filtri, queste sono solo pochissime delle mille ripercussioni possibili di un uso sregolato di Internet.

E' inutile ribadire il concetto ormai fritto e rifritto dell'uso consapevole del web che non comporta (o non dovrebbe comportare) alcun danno, nel frattempo però le vittime continuano a cadere al suolo senza che si riesca a fare qualcosa per impedire che questo accada ancora, aspettando solo il prossimo gesto disperato che ci farà ritornare alla mente i casi precedenti e le solite, stupide, domande di rito.

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Laureata in "Scienza e Tecniche Psicologiche" all'Università del Salento. Da grande vorrebbe fare la psicoterapeuta o la scrittrice. Ama leggere qualsiasi cosa le capiti per le mani ma predilige i grandi classici della letteratura. Attualmente è tiratrice della squadra di carabina presso Poligono di Lecce.

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