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Wednesday, 29 January 2014 09:32

AGRICOLTURA, LA NUOVA PAC 2014-2020

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Dal 1 gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova PAC 2014-2020 (Politica Agricola Comune), che detterà le nuove linee guida per un’agricoltura in grado di riconciliare economia ed ecologia.

 

La nuova PAC, ideata dal commissario UE Dacian Ciolos (per favorire l’agricoltura del Nord Europa), è il frutto di un lungo negoziato in cui hanno partecipato gli Stati membri UE, le organizzazioni professionali agricole, i parlamentari europei e nazionali e le regioni al fine di migliorarla e di renderla rappresentativa di tutte le realtà agricole europee (compresa quella italiana), differenti sul piano economico e sociale. Particolare riconoscimento per la stesura della nuova PAC merita anche l’italiano e salentino Paolo De Castro (S&D), Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che in questi anni si è fatto portavoce delle necessità degli agricoltori italiani e delle regioni, mediando e apportando migliorie alla riforma originaria.

 

Le Regioni e il Ministero delle Politiche agricole, nella figura della ormai dimissionaria on. Nunzia De Girolamo, hanno trovato in questo mese l’intesa definitiva per l’applicazione della nuova PAC e la ripartizione territoriale delle risorse. Alla Regione Puglia andranno 1 miliardo e 637 milioni di euro. “Circa 20 milioni in più” – spiega l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – “rispetto alla dotazione finanziaria precedente”, ossia quella relativa al settennio 2007-2013.

 

Ma la nuova Pac porterà anche alcuni cambiamenti nel sistema agricolo, vediamo quali.

 

Pagamenti diretti. Al posto del regime di pagamento unico per Superficie Agricola Utilizzata (SAU in €/ha) si applicherà un nuovo “regime di pagamento di base”. In sostanza, non sarà la dimensione dell’azienda a rendere il suo titolare un rentier, ma la sua destinazione.

 

Greening. In realtà, oltre al pagamento di base, ciascuna azienda riceverà anche un pagamento per ettaro. A questo pagamento il 30% sarà subordinato al rispetto di alcune misure ambientali obbligatorie (diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti e creazione di “aree di interesse ecologico”).

 

Giovani agricoltori. Per i giovani agricoltori (età inferiore a 40 anni) al loro primo insediamento, il regime di pagamento dovrebbe essere integrato da un ulteriore 25% per i primi cinque anni di attività.

 

Piccoli agricoltori. Un agricoltore che presenti domanda di finanziamento nel 2014 può decidere entro il 15 ottobre 2014 di partecipare al regime per i piccoli agricoltori e ricevere quindi un pagamento annuo stabilito dallo Stato membro.

 

Sviluppo rurale. Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEARS) sarà inserito nel nuovo quadro strategico comune (QSC) che ingloba anche il Fondo europeo di sviluppo regionale (FSE), il Fondo di coesione e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), e mira a conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, ossia una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva.

Gli Stati membri saranno sempre tenuti a riservare il 25% della dotazione nazionale per lo sviluppo rurale alla gestione delle terre e alla lotta contro i cambiamenti climatici. Ecco le sei priorità:

-          Stimolare il trasferimento di conoscenze e l’innovazione;

-          Rafforzare la competitività;

-          Promuovere l’organizzazione e la gestione del rischio della filiera agroalimentare;

-          Ripristinare, tutelare e migliorare gli ecosistemi;

-          Promuovere l’efficienza delle risorse e la transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio;

-          Promuovere l’inclusione sociale, la riduzione dell’indigenza e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

 

Il mondo agricolo e ambientale (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Georgofili, Legambiente, Wwf, FAI, ecc.) è ancora diviso tra scettici e ottimisti.                         A suscitare dubbi, infatti, vi è un taglio delle risorse di quasi 100 miliardi di euro che ha avuto l’Italia rispetto al settennio 2007-2013. I fondi stanziati, tuttavia, sono stati rimodulati su base regionale seguendo criteri differenti al settennio precedente, pertanto l’efficacia e la strategicità della riforma sono ancora tutte da sperimentare sul piano pratico.

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Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

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