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Sunday, 10 November 2013 09:40

Mimino Leuzzi scrive ai cittadini di Salice

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Riportiamo fedelmente quanto espresso

dal Consigliere Mimino Leuzzi

 

 

LETTERA APERTA AI CITTADINI DI SALICE

 

Dopo le ultime vicende politico-amministrative, mi preme fare alcune puntualizzazioni e precisazioni.

Nei giorni scorsi l’amministrazione Tondo ha approvato il nuovo regolamento TARES senza il coinvolgimento dei cittadini, dei partiti e di tutte le associazioni presenti sul territorio.

Un altro salasso per le famiglie salicesi, soprattutto per quelle meno abbienti.

 

Nell’approvazione del regolamento, infatti, non si è voluto tener conto di possibili agevolazioni e/o riduzioni che il Governo ha previsto.

Gli amministratori dei Comuni italiani, avevano, difatti, a disposizione possibili opzioni facoltative previste nel prototipo che il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato come supporto a disposizione degli enti locali. Vale a dire che ciascun comune poteva apportare al modello indicato dal Ministero tutte quelle integrazioni e modifiche che riteneva opportune, purché conformi ai limiti che la legislazione pone alla potestà regolamentare locale. A ciò va aggiunto che la legge 28 ottobre 2013, n. 124, di conversione del D.L. 31 Agosto 2013, n. 102 ha dato la possibilità ai Comuni di non applicare la nuova TARES  e di confermare per il 2013, la modalità di tassazione in vigore nel 2012 (TARSU), salvo la maggiorazione del prelievo dei cosiddetti “servizi indivisibili”, che è comunque dovuta ed il cui gettito è destinato allo Stato.

E questo a Salice non è stato fatto!

Di contro, però, abbiamo avuto un esagerato aumento in tre anni della tassa di smaltimento dei rifiuti.

Se si considera inoltre che Salice, con il suo 6%, si trova all’ultimo posto tra i Comuni della Regione Puglia per la raccolta differenziata, si comprende quanto i proclami e le dichiarazioni senza senso, a cui questi amministratori ci hanno abituato, siano ormai da considerarsi inopportuni e inappropriati.

Infatti, l’unica cosa certa è che una percentuale così bassa sottolinea il fallimento della raccolta differenziata nel nostro comune e la conseguente ricaduta negativa, in termini economici, sui cittadini.

A Salice, difatti, il saldo TARES di Dicembre sarà un’altra botta per le nostre tasche.

È indubbio, invece, che comuni più attenti che considerano la raccolta differenziata un indicatore di qualità che definisce l’efficienza e la modernità delle Aziende, delle Amministrazioni e della gestione dei rifiuti di un territorio, ricavano dalla gestione della raccolta, fatta entro i parametri stabiliti, evidenti vantaggi per i cittadini.

D’altra parte l’aumento della TARES rappresenta, in maniera evidente, il modo di agire di questa amministrazione. Il Sindaco e i suoi assessori proseguono, infatti, sulla strada intrapresa del risanamento del bilancio massacrando, però, i cittadini con una pressione fiscale insostenibile; un bilancio peraltro portato negli anni scorsi sull’orlo del dissesto proprio dagli stessi protagonisti che oggi dicono di volerlo risanare. Le responsabilità sono facilmente individuabili al di là di chi vuole dare colpe a tutti per non darle a nessuno.

Tutto ciò accade in un clima di distacco cittadini-politica che non ha precedenti, in un momento in cui la crescente marginalità che ha assunto l’assemblea elettiva nell’ente locale, rispetto all’organo di vertice ed all’apparato esecutivo e gestionale, impone un impegno profondo per svolgere il ruolo di consigliere in maniera adeguata ed efficiente.

E io, in quanto consigliere comunale, sono a disposizione dei cittadini per informarli in maniera puntuale sui provvedimenti che il Consiglio Comunale adotta, per proporre soluzioni e non solo per denunciare inadempienze, pur consapevole della marginalizzazione dell’organo consiliare che appare, ormai, privato dei necessari spazi di interazione con gli altri organi decisionali.

La maggioranza, infatti, va avanti senza tenere conto dei suggerimenti della minoranza.

La mia ultima proposta, in ordine temporale, fatta nel corso dell’ultimo Consiglio e bocciata sul nascere, è stata quella di chiedere il ritiro del regolamento TARES per poterlo discutere con tutti i cittadini e le varie rappresentanze locali.

La risposta negativa va in linea con una amministrazione che regge non per una solidità politica che non c’è mai stata, ma solo ed esclusivamente su interessi di altro genere che hanno poco a che fare con la politica e con lo sviluppo del territorio.

Personalmente rimango convinto che la scena politica è occupata da persone che fanno politica o pretendono di farla senza averne le necessarie virtù, la necessaria competenza, il fondamentale senso di responsabilità ed il cui comportamento politico è caratterizzato da interesse personale, faziosità, ambizione; vere e proprie mine vaganti per la corretta, regolare, efficace e duratura attività politica di qualsiasi amministrazione comunale.

La democrazia ha bisogno  della virtù politica dei governanti ma anche di buoni costumi, ossia della “virtù civile”, che presuppone un forte senso di responsabilità per uomini e donne che desiderano vivere con dignità per servire la libertà comune. Ecco perché è necessario rinnovare il modo di concepire l’impegno politico.

Salice è ormai da tantissimi  anni un paese senza motivazioni, senza progetti e forse senza avvenire, anche  per colpa di chi non si indigna di fronte ad un certo modo di fare politica, anche per colpa di chi non biasima condotte contraddittorie come quelle del Sindaco che un giorno prende le distanze da certi comportamenti invitando tutti ad abbassare i toni, per difendere, il giorno dopo, chi ha contribuito in maniera determinante ad alzare quei toni e ad avvelenare il clima:  comportamenti presuntuosi che derivano forse dalla consistenza elettorale che li fa sentire “i migliori”.

Vedete, passano i tempi, tutto cambia, le pagine di storia si chiudono, ma c’è una cosa da cui certi personaggi non riescono a liberarsi: “il complesso dei migliori”, che poi diventa devastante, soprattutto per il fatto che migliori non sono. Al massimo sono i più votati per ragioni più o meno ovvie…

Ma questo loro sentimento è un problema!

Come si fa a discutere con alcuni soggetti se all’inizio della discussione stabiliscono che chi non è d’accordo è poco serio, o subalterno, o servo o, peggio ancora, uno che non conta nulla?

Questi sono gli esempi che diamo ai nostri ragazzi.

Ci stupiamo che i giovani di oggi non si interessino di politica, che preferiscano occuparsi di altri argomenti invece di incontrarsi per discutere delle scelte fatte da quella o questa amministrazione; ci chiediamo perché non si avvicinano alla politica con atteggiamento critico ma nello stesso tempo propositivo.

A volte confezioniamo ricette per i giovani con l’intento di farli avvicinare ad un mondo che a loro appare come un’altra realtà dove regna la corruzione, l’interesse personale, la convinzione che ognuno si preoccupi solo del bene proprio senza badare a quello comune.

Altre volte ci diamo spiegazioni complicate, pensando, o forse sperando, che le cause che hanno portato a tale situazione siano da ricercarsi, come è naturale per tutti i fenomeni sociali, solo in responsabilità di ordine storico attinenti alle aggregazioni sociali e politiche, alle caratteristiche fisiche strutturali del territorio e dell’economia agricola, alle iniziative culturali, alla formazione di una mentalità generale sbagliata.

Di certo tutto ciò contribuisce, come anche in passato, alla formazione di gruppi contrapposti di consorterie chiuse, di contrapposizioni settarie e intolleranti che favoriscono la crescita dei sentimenti di sospetto, invidia, maldicenza, discredito reciproco, humus per lo sviluppo di quella che viene definita la “massoneria dei mediocri”.

Eppure, il basso profilo in cui è scesa la politica negli ultimi mesi con attacchi personali violenti che hanno riportato l’orologio della storia politica di Salice al Medioevo, mi fa pensare che questa separazione giovani-politica abbia una spiegazione molto più semplice e a portata di mano.

Credo che il problema derivi soprattutto dal messaggio che alcuni personaggi della politica mandano alle giovani generazioni, non univoco e spesso contraddittorio.

Si dice di disapprovare alcuni comportamenti per poi, il giorno dopo, compiacere chi li ha assunti. Si impongono tasse e tributi chiedendo sacrifici ai cittadini, per poi, quotidianamente, non rinunciare a quei benefit che la poltrona su cui si è seduti concede. Si è pronti a sventolare in qualunque occasione la bandiera del perbenismo eppure ci si comporta come se si fosse investiti di un potere supremo e sovrano che non concede spazio agli altri.

 In realtà queste sono considerazioni che ormai faccio da tanti anni ma credo anche che i giovani, le donne, gli uomini ed i cittadini tutti di Salice abbiamo bisogno e meritiamo di vivere in una realtà diversa da quella attuale.

Credo che abbiamo bisogno di recuperare i deficit strutturali che, accumulati e stratificati in tutti i settori, collocano il territorio salicese in posizioni di assoluta retroguardia ed enorme arretratezza.

 

Cordialmente

Mimino LEUZZI



Read 1392 times Last modified on Sunday, 01 December 2013 09:00

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