×

Warning

JUser: :_load: Unable to load user with ID: 93

Thursday, 17 October 2013 10:35

STRAGE DI MIGRANTI: NON SI ARRESTANO GLI SBARCHI SULLE COSTE ITALIANE

Written by
Rate this item
(1 Vote)

 

Ogni anno le coste meridionali italiane, e in particolare quelle siciliane, diventano teatro di numerosissimi sbarchi di migranti che, stipati al limite dell'inverosimile su imbarcazioni fatiscenti e pericolose, decidono di lasciare la loro terra natia, terra afflitta da difficoltà, persecuzioni e guerre, spinti dalla speranza di trovare in Italia la cosiddetta "terra promessa", quella terra in cui vivere serenamente con la propria famiglia, lavorare rimboccandosi le maniche molto spesso anche in lavori umili e faticosi che ora gli italiani "snobbano" e sentirsi finalmente al sicuro.

Dall'inizio del 2013 quasi 232 milioni di migranti, per lo più siriani eritrei e somali, hanno affrontato i drammatici viaggi della speranza, in cerca di condizioni di vita migliori e più dignitose.

Ed è proprio quello che lo scorso 3 ottobre è accaduto a largo di Lampedusa, con l'unica differenza che purtroppo quei 500 e oltre migranti disperati e infreddoliti, sulle nostre coste non ci sono mai più arrivati.

Il bilancio è drammatico, sul totale dei migranti presenti sull'imbarcazione (si stima 545) solo 155 sono sopravvissuti all'immane tragedia, mentre il mare ancora continua lento a restituire corpi senza vita e senza nome.

Ma neppure questo terrificante naufragio ha fermato l'arrivo incessante di "carrette del mare" piene zeppe di migranti sulle nostre coste ormai sopraffatte da questa disperata ricerca di aiuto a tutti i costi: i migranti salvati nelle ultime ore nel Canale di Sicilia sono 503, soccorsi in cinque distinte operazioni coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera.

E' inutile ribadire lo stato di emergenza in cui versa non solo l'isola di Lampedusa, ma tutta l'Italia intera, che quasi ogni giorno diventa triste protagonista di sbarchi di uomini , donne , bambini , che qui sperano di ricominciare a vivere, lontani dalle difficoltà dei loro paesi di origine, percossi da conflitti e guerre che non lasciano scampo e che non permettono di vivere un'esistenza serena e decorosa .

Il 5 ottobre Guy Ryder, il direttore dell’ International Labour Organization (Ilo) dell’Onu, ha detto che «La tragedia di Lampedusa è un forte monito alla comunità internazionale che deve agire con urgenza insieme per rendere la migrazione sicura e pienamente rispettosa dei diritti umani. La ricerca di migliori e più sicure condizioni di vita e di posti di lavoro decenti sta assumendo proporzioni sempre più disperate. C’è bisogno di nuovi modi per creare canali di migrazione più regolari, in collaborazione con i veri protagonisti del mondo del lavoro: i ministeri del lavoro, i datori di lavoro delle organizzazioni dei lavoratori. Questo richiederà un cambiamento profondo delle politiche in molti Paesi»

Si comprende bene che ormai il fenomeno ha assunto dimensioni spaventose e che ci si deve necessariamente mobilitare affinché non succedano più disgrazie di questo calibro, muovendosi di concerto verso una risoluzione quanto più giusta e coraggiosa possibile.

Perché Lampedusa non può più accettare che tutto questo abbia ancora luogo, perché l'Italia non ce la fa più a sopportare inerme che tutto questo accada come se nulla fosse , perché il mondo intero non vuole più rimanere a guardare tali disgrazie .

Read 895 times

Laureata in "Scienza e Tecniche Psicologiche" all'Università del Salento. Da grande vorrebbe fare la psicoterapeuta o la scrittrice. Ama leggere qualsiasi cosa le capiti per le mani ma predilige i grandi classici della letteratura. Attualmente è tiratrice della squadra di carabina presso Poligono di Lecce.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Oggi655
Ieri521
Total207949

Who Is Online

2
Online

19 October 2020

Social & newsletter

Testata Giornalistica "Salic'è l'Espressino Quotidiano" iscritta al n° 8 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce del 4 luglio 2017.

© 2019 Salic'è. All Rights Reserved.Design & Development by Salic'è

Search

13 October 2020
Cartoline non spedite
Ho capito che viviamo in un mondo bellissimo in cui "NON CE N'È COVIDDI" è stato il mantra di tutta quest'estate e quindi via libera ad aperitivi sulla spiaggia, discoteche aperte, lidi senza nessun distanziamento sociale, e pareva infatti che all'im...
06 October 2020
Cartoline non spedite
Marta scrive a Valerio: ci sono angoli di strade in cui ci siamo incrociati, ci siamo innamorati e poi non ci siamo più visti. Ora è ancora troppo presto per pensare alla primavera, ora che ancora non è neppure vero autunno. Sei sconosciuti si sono a...
22 September 2020
Cartoline non spedite
Ritornare. Ricominciare. Entrambi sono due momenti in cui se sbagli qualcosa, qualche passaggio, una parola di più, una di meno, il tuo risultato è compromesso, perché alle parole bisogna fare attenzione. A quelle che si dicono, al modo in cui vengon...
15 September 2020
Cartoline non spedite
Oggi la cartolina non ha un o una protagonista con nome e cognome, chi l'ha scritta ha voluto mantenere l'anonimato, e potrebbe essere stata scritta in qualsiasi luogo dell'Italia, dell'Europa o del mondo, purché questo significhi essere circondati d...
08 September 2020
Cartoline non spedite
La protagonista di oggi è Francesca Romana Cillo, 42 anni, insegnante precaria di storia e filosofia, sebbene già abilitata e con un concorso alle spalle. Vive a Lecce, ma l'unica cosa che ama di questa città è la squadra di calcio, di cui ...
Don't have an account yet? Register Now!

Sign in to your account