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Friday, 05 July 2013 09:48

EFFETTO PINOCCHIO: COME SCOPRIRE SE IL NOSTRO INTERLOCUTORE MENTE

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A scuola eravamo soliti leggere la famosa favola di Collodi, in cui si narravano le gesta di un simpatico burattino al quale si allungava il naso ogniqualvolta diceva delle bugie, e le insegnanti, approfittando della morale a portata di mano, rincaravano la dose dicendo che non era buona prassi mentire altrimenti potevamo incorrere nella stessa triste fine del povero Pinocchio . E vi dirò che per buona parte della mia infanzia questo indottrinamento era stato così persuasivo da farmi credere sul serio in questo strano problemino cui potevo malauguratamente incappare se non rigavo dritto.

 

Forse Collodi non lo sapeva, ma non aveva tutti i torti, qualcosa succede per davvero quando per cause futili o più gravi utilizziamo le bugie mentre parliamo con qualcuno o quando gli altri ingannano noi; certo il naso non vi si allunga, potete stare tranquilli , ma c'è qualcos'altro che dovete sapere, qualcosa che potrebbe farci scoprire chi mente, dei comportamenti tangibili che porterebbero allo smascheramento dei cosiddetti furbacchioni

Secondo la Psicologia ci sarebbero in realtà dei campanelli di allarme in grado di darci delle informazioni a riguardo .

Si, è vero, molti potrebbero persino non crederci, ed è pur sempre impossibile avere la certezza assoluta dell'inganno che a nostro svantaggio il nostro interlocutore potrebbe avere in serbo per noi dietro l'angolo, ma secondo numerosi studi , ormai sedimentati nel corso degli anni, alcuni accorgimenti di tipo psicologico potrebbero darci delle dritte per scoprire i cosiddetti "Pinocchi" con eventuali intenzioni poco chiare e raccomandabili nei nostri confronti.

Infatti i ricercatori dell’Università di Granada, in Spagna, hanno scoperto che quando le persone mentono, il naso e muscoli orbitali si surriscaldano, una condizione che hanno denominato proprio “effetto Pinocchio”. Utilizzando delle telecamere termografiche e ponendo alle persone partecipanti alla ricerca delle domande a cui dovevano rispondere in maniera soggettiva si è potuto effettivamente constatare che la temperatura dei muscoli attorno al naso e agli occhi aumentava, mentre quella delle altre zone del viso si raffreddava.

Ma lasciando stare questi metodi utili si, ma poco inclini allo smascheramento dei furfanti nella vita quotidiana, la Psicologia riporta, inoltre , altri segnali più semplici da rintracciare come ad esempio il fatto che i bugiardi incalliti tendono a utilizzare molte più parole, probabilmente nel tentativo di fuorviare e convincere l’interlocutore, tendono a costruire frasi più complesse e articolate e presentano una gestualità molto più accentuata in modo da concentrare l'attenzione di chi ascolta più sui gesti che su quello che effettivamente viene detto, mentre gli specialisti dell’omissione, al contrario, tendono a parlare molto poco, probabilmente per non suscitare in chi ascolta domande che potrebbero costringerli a scoprire le carte, poi chi dice bugie incorre molto spesso nell'uso spropositato di parolacce perché mentire richiede un enorme dispendio di energie a discapito della concentrazione su altre funzioni , quali l'autocontrollo, e infine i bugiardi utilizzano la terza persona per prendere distanza , in maniera inconscia si intende, da ciò che si sta affermando.

Che dire, è difficile scoprire chi ci sta mentendo, ma con questi piccoli trucchetti e un'osservazione più attenta del nostro interlocutore potremmo entrare in contatto con tante informazioni di cui prima ignoravamo l'esistenza , e se invece siete voi a mentire, beh non vi resta che tenere sotto controllo i piccoli sbagli che potrebbero farvi fare un brutta figura .

 

Read 1153 times Last modified on Friday, 05 July 2013 11:24

Laureata in "Scienza e Tecniche Psicologiche" all'Università del Salento. Da grande vorrebbe fare la psicoterapeuta o la scrittrice. Ama leggere qualsiasi cosa le capiti per le mani ma predilige i grandi classici della letteratura. Attualmente è tiratrice della squadra di carabina presso Poligono di Lecce.

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