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Sunday, 16 June 2013 07:08

13 GIUGNO 2013: GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA PROCESSIONE DI SANT’ANTONIO DA PADOVA

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Ancora una volta la popolazione salicese ha dimostrato la sua profonda devozione al Santo di Padova, attraverso un’ampia partecipazione alla processione in suo onore tenutasi giovedì, 13 giugno, intorno alle 20.30. La processione è partita dal Convento della Madonna della Visitazione, attraversando le principali strade del paese che sono state adornate in onore del Santo. La processione si è conclusa con il discorso di Padre Ruggero, Priore del Convento dei Frati Cappuccini in Campi Salentina, seguito dal suggestivo spettacolo pirotecnico che ha tenuto col naso in su, per alcuni minuti, gran parte della popolazione salicese.

 

Universalmente riconosciuto “Dottore della Chiesa” grazie alla raccolta dei suoi pensieri teologici i “Sermoni”, Fernando Martins de Bulhỡes, conosciuto comunemente come Sant’Antonio, fu un grande predicatore. Nato nel 1195 in Portogallo (Lisbona) e morto a Padova nel 1231, visse le contraddizioni del tempo in cui la Chiesa viveva uno dei più grandi assalti alla sua istituzione: l’eresia.

San Francesco d’Assisi volle organizzare una spedizione  missionaria in Marocco con l’intento di convertire  i musulmani d’Africa, ma i missionari da lui inviati furono decapitati. Fernando, decise allora di aderire all’Ordine Francescano poiché rimase colpito dal martirio di questi uomini, disposti a morire per la missione loro affidata e cambiò il suo nome da Fernando in Antonio.

Dopo la conversione si imbarcò per l’Africa, ma contrasse presto una malattia tropicale. Imbarcatosi nuovamente nel tentativo di raggiungere la Spagna, naufragò sulle coste della Sicilia. Da allora rimase nella penisola italiana, in diversi conventi, fino al definitivo alloggio a Padova dove morì all’età di 36 anni.

Grazie alla sua grande cultura e agli studi effettuati durante la giovinezza e al forte spessore morale, si distinse come predicatore in occasione del raduno della comunità francescana nella cattedrale di Forlì nel 1222. Egli fu invitato dal suo priore ad intervenire e subito i superiori dell’Ordine Francescano si accorsero di lui.

Da allora egli si occupò principalmente di predicazione in diverse zone d’Italia, allora ancora divisa in Comuni, principalmente per toccare i cuori dei potenti , definiti “cani muti” che, invece di guidare il gregge loro affidato, inseguivano solo il proprio interesse economico.

Le sue predicazioni furono contro l’eresia Catara e Albigese, che si ispiravano comunque ad un modello di vita povera e umile, nel tentativo di combattere il potere temporale della Chiesa. Egli era eloquente poiché esponeva le sue argomentazioni con ponderatezza e in modo chiaro e conciso.

Lo stesso San Francesco, incontrato per la prima volta al Capitolo Generale dell’Ordine Francescano ad Assisi, lo incaricò dello studio della teologia e lo inviò a predicare ai Catari nella Francia Meridionale. Questa sua intensa attività di predicatore anti-eretico gli valse il famoso appellativo di “martello degli eretici”.

Sant’Antonio non si sottrasse ai miracoli, neanche a quelli più prodigiosi: dopo una predica indirizzata ai Catari presso Rimini da essi  rifiutata, si rivolse ai pesci del mare che accorsero numerosissimi ad ascoltarlo. Basterebbe citare ancora il miracolo della mula che, nonostante il digiuno, rinunciò al cibo per inginocchiarsi dinanzi all’Eucaristia.

L’entità e la fama di Sant’Antonio permisero la sua canonizzazione in tempi brevissimi, in meno di un anno, tanto che egli risulta il Santo canonizzato più rapidamente nella storia della Chiesa.

Il discorso di Padre Ruggero ha voluto proprio valorizzare il modello di vita vera e umile di Sant’Antonio, immaginando quanto sarebbe stato bello averlo fisicamente in mezzo a noi, vederlo passeggiare per le strade. Ma egli ha ricordato che il Santo è comunque presente in spirito in mezzo a noi e ci accarezza con quella mano rassicurante, simile a un vento leggero che porta la pace del cuore.

Non è mancato un riferimento ai potenti del nostro tempo che continuano ad opprimere i poveri,  i deboli e le famiglie attraverso un accanimento fiscale comune a tutte le epoche storiche e che ha messo ancor più in evidenza il nesso fra le problematiche messe in rilievo da Sant’Antonio nei suoi discorsi del 1200 e le attuali problematiche ancor oggi irrisolte di una società che ama definirsi “evoluta”.

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Laureata in Educatori Socio-Ambientali presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Specializzata in Sociologia e Ricerca Sociale, presso la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio.

Si interessa di turismo ed esercita da breve tempo l’attività di Assistente Turistico come libera professionista.

Innamorata della sua terra e sempre alla scoperta di nuovi luoghi interessanti dal punto di vista storico-culturale, si dedica spesso ad attività di ricerca e di ricostruzione degli aspetti antropologici, culturali e sociali del suo territorio.  I suoi hobbies sono la danza, in particolare la Pizzica e l’equitazione.

È spesso  impegnata anche in attività di volontariato.

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