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Tuesday, 21 May 2013 13:02

GLI EFFETTI PERVERSI DELLA GLOBALIZZAZIONE

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Fenomeno venuto a galla a partire dalla metà degli anni '80 , la globalizzazione è un argomento così pervasivo della nostra quotidianità che quasi non ce ne rendiamo conto ad una semplice occhiata.

Così ,molto spesso, per comprenderne la portata e per cercar di delinearne quantomeno le parvenze lo si ancora ad una semplice e apparentemente stupida domanda: " Avete idea di dove in realtà vengano prodotti i jeans che avete addosso, le magliette che quotidianamente indossate, il cellulare di ultimissima generazione che avete in tasca?

 

Le risposte, a volte, appaiono vaghe, oppure si ha semplicemente la difficoltà ( o quasi la paura) di ammettere la dura verità.

Ma andiamo un po' indietro per cercar di capire meglio questo fenomeno così ampio.

Ciò che già Marx e Weber avevano intuito decenni addietro come la cosiddetta "modernità", ciò che venne da tutti propugnato come una ventata di buone intenzioni quali , la pace in tutto il mondo, l'intesa comunicativa che avrebbe fatto sentire tutti più vicini e coesi, il diritto universale, una straordinaria possibilità di unificazione di tutta l'umanità , altro non si rivelò che un qualcosa di un po' troppo illusorio e fantasioso (pensiamo semplicemente al fatto che di "unificazione" se ne vede ben poca , tanto che da più di 10 anni i paesi più ricchi sono stati coinvolti, direttamente o indirettamente in almeno 5 guerre effettive , con la perenne minaccia di conflitti già annunciati, e la promessa di un benessere universalmente condiviso si è rivelata poi duramente azzardata).

Perchè se da un lato la vicinanza si sente, e si sente eccome per ciò che concerne le comunicazioni ,che ci fanno sentire cittadini del mondo in qualsiasi momento ,e per la profonda connettività che ci consente di implicarci sempre e comunque in questo pianeta grazie al fatto che qualunque avvenimento in un punto qualsiasi del mondo prima o poi si rifletterà nella nostra vita quotidiana ( secondo un famoso detto "Un battito delle ali di una farfalla a Hong Kong può far cadere un grattacielo a New York) , dall'altro lato, tale vicinanza è solo una" apparente" vicinanza, creata ad hoc dal cosiddetto "centro del mondo" per poter portare avanti i propri profitti a scapito dei "margini del mondo".

Infatti , ritornando alla questione del posto di produzione dei jeans, della maglietta e del cellulare sopracitati è proprio ciò che effettivamente accade.

Quante volte assistiamo alla chiusura di numerose fabbrica nel nostro paese e all'apertura delle stesse in posti sottosviluppati ,con manodopera superiore, tutela del lavoro praticamente assente, sindacati inesistenti e, ovviamente, con poveri lavoratori che vengono, non solo costretti a condizioni di lavoro e di vita al limite dello schiavismo, ma anche retribuiti venti volte meno di un loro collega di un altro paese del mondo.

E questi sono solo alcuni aspetti di un'ampia disamina che in realtà andrebbe fatta a tal proposito. Una disamina che porterebbe a galla situazioni che nessuno di noi vorrebbe mai conoscere, condizioni che nessuno mai vorrebbe sopportare perchè inaccettabili.

Siamo davvero sicuri che tutto ciò che ci viene proposto (imposto) sia sempre così buono, o perlomeno buono per TUTTI?

Lasceremo, ancora una volta ,ai posteri l'ardua sentenza o vogliamo muoverci ora?

 

Read 1290 times Last modified on Wednesday, 22 May 2013 11:08

Laureata in "Scienza e Tecniche Psicologiche" all'Università del Salento. Da grande vorrebbe fare la psicoterapeuta o la scrittrice. Ama leggere qualsiasi cosa le capiti per le mani ma predilige i grandi classici della letteratura. Attualmente è tiratrice della squadra di carabina presso Poligono di Lecce.

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