Cartoline non spedite

Cartoline non spedite #90 Diario di Maria Teresa

 

La protagonista di oggi è Maria Teresa Ruggiero, 32 anni, originaria della provincia di Bari che attualmente vive a Garbatella, Roma. Copywriter e giornalista di spettacolo, ci scrive un'appassionata dichiarazione d'amore per la città eterna in questa circostanza insolita. 

 

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Ho sempre pensato che Roma fosse scritta nel mio destino, come un tatuaggio invisibile sulla mia pelle. Da piccola partire per Roma acquisiva un significato speciale, crescendo è diventata la città degli ostacoli da superare e dei piani B, C, D, E, da attuare, e durante il lockdown ho fatto pace con Lei.

Roma è una mamma che ti lancia in mezzo al mare senza braccioli, ti spinge a prendere consapevolezza, a galleggiare e a orientarti tra i suoi quartieri, dove ogni via ha qualcosa da insegnarti con la sua storia.

È così immensa che neanche chi ci è nato la conosce al 100 %, un po’ per pigrizia, perché tanto è sempre lì. Io, ad esempio, conosco poco il mio quartiere, a parte alcuni angoli immortalati nella timeline di instagram, e così ho iniziato a percorrerlo senza aver impostato una destinazione da raggiungere. Un percorso casuale tra i lotti popolari, circondata da un silenzio quasi irreale per un quartiere così popolato di trattorie e fuorisede universitari, e quando meno te la aspetti spunta lui, stella polare della Città, il murales del Pupone e poco distante un bar che sembra cristallizzato nel tempo, meta per i fans di un telefilm del decennio scorso e santuario della MMMagica.

Saranno stati i mesi bloccata in una casa senza balcone o la preoccupazione di riprendere i mezzi pubblici, ma ho sfidato la mia poltronaggine e ho iniziato a camminare per la città. Mi sono riconciliata col centro di Roma, zona che ho cercato di evitare come la peste perché causa di ritardi agli appuntamenti, traffico perenne e miele colato per i turisti di tutto l’anno.

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Roma in queste settimane è (quasi) deserta, è tornata padrona dei romani. I turisti ci sono, non tantissimi, sicuramente molti meno rispetto a luglio 2019, quando facevo lo slalom tra le persone su via del corso cercando una via di fuga. Questa percorribilità di Roma, in tranquillità senza l’ansia di essere in ritardo, di trovare ostacoli fisici lungo la via, ti aiuta nel scoprirla attraverso un nuovo sguardo. E così, ti ricordi perché i tuoi amici cercano sempre di ritagliarsi almeno una volta all’anno, la cosiddetta “fuga a Roma” con la scusa di un concerto o anche solo per un weekend di relax. Di Roma adoro i suoi colori. Impazzisco per la palette naturale di ogni quartiere e per come la luce avvolga ed evidenzi i dettagli delle statue. È un effetto che mi affascina ogni volta che attraverso Piazza Navona ad orari differenti, mi incuriosisce come la luce naturale cade sulle statue forgiate da Bernini. Io quella piazza l’ho studiata a lungo, nei minimi dettagli per un progetto di lavoro e ogni volta che vi entro, rimango sempre come una bambina davanti ad un negozio di caramelle, sorpresa e fortunata di avere tutto così… a portata di mano.

Camminare per Roma in questo periodo mi fa sentire fortunata, cullata dalla sua storia e mi regala quella bellezza e sicurezza che ogni tanto dimentico di poter vivere sulla mia pelle.

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15 August 2020

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