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Martedì, 15 Novembre 2016 09:52

LOTTA ALLA PARALISI , NUOVE SPERANZE.

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Il Politecnico Federale di Losanna (EPFL) ha pubblicato sulla rivista "Nature" i risultati di un esperimento condotto a Pechino su due macachi semi paralizzati tornati a muovere gli arti bloccati nel giro di due settimane, grazie all'innesto di un ponte wireless nel midollo spinale .
Risultato eccezionale che potrebbe nel giro di pochi anni , in seguito a qualche perfezionamento , essere testato sull' uomo e che lascia ben sperare in ottica futura.
La buona riuscita di quest'intervento è ancor più straordinaria se pensiamo che tra i collaboratori dell'impresa, sono presenti anche due italiani : Silvestro Micera, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Marco Capogrosso, dell'Epfl.
L'intervento effettuato dal Politecnico della città Svizzera ha portato alla cura di una paralisi causata da lesioni al midollo spinale, ovvero una paralisi provocata da un'interruzione del passaggio dei segnali elettrici del cervello, responsabili di consegnare le istruzioni corrette ai nervi.
L'idea dello studio è stata quella di creare un by-pass per aggirare la ferita e permettere la ripresa delle "comunicazioni" tra il cervello e i nervi.
I ricercatori hanno impiantato un chip nella corteccia motoria della cavia (cioè nella parte del cervello responsabile del movimento), affinché registri la volontà di movimento del macaco e spedisca un segnale a un computer esterno, che lo reindirizza a un generatore di impulsi dall'altro lato della lesione.
L'ottimo risultato ottenuto, alimenta così grandi speranze nella lotta alla paralisi sull' uomo .
Son presenti però delle complicazioni non di poco conto, dovute alla posizione retta in cui l'uomo cammina  (ben diversa da quella a quattro zampe dei macachi guariti) ,poiché richiede grande equilibrio e la capacità di svolgere continui cambi di direzione e ciò richederà dai 5 ai 10 anni di studi prima di poter effettuare il primo test su un paziente umano.
Nonostante ciò, grande soddisfazione e ottimismo trapela da Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” e da  Jocelyne Bloch, la neuroscienziata del CHUV che ha piazzato gli impianti su cervello e midollo spinale delle scimmie.
Ogni cosa dunque lascia ben sperare affinché tutte le paralisi dovute a lesioni più o meno gravi possano essere guarite , non ci resta quindi che augurare un buon lavoro ai nostri ricercatori e aspettare che il corso del tempo porti alla luce i risultati sperati.

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