ALIMENTAZIONE E SALUTE
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Giovedì, 24 Gennaio 2013 08:48

L’IMPORTANZA DI MANGIARE STANDO SEDUTI

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Vi siete mai chiesto quanto è importante mangiare stando seduti? Sicuramente questo interrogativo vi sembrerà una banalità, dando per scontato che si mangia soltanto da seduti.

In realtà le occasioni per mangiare in piedi abbondano. Non ve ne viene in mente neanche una?

Per caso fate assaggi in cucina mentre preparate?

 

Oppure afferrate furtivamente dal piatto di un vostro commensale dei bocconi di cibo mentre sparecchiate la tavola?

Prendete dei cucchiai di gelato direttamente dalla vaschetta oppure un dolcetto dalla scrivania di un collega che festeggia il suo compleanno?

Assaggiate qualche stuzzichino che vi cade sott’occhio quando aprite la credenza per prendere qualcos’altro?

Potrei farvi ancora altri esempi volti a farvi comprendere che tutte queste circostanze sono calorie che si sommano. Stando in piedi, e sempre di fretta, non si pone attenzione a quanto si mangia. Inoltre, se anche la vostra mente si rendesse conto dell’errore nutrizionale in corso, voi razionalizzereste tutto dicendovi che per una volta non fa niente e che per la prossima mangerete seduti, evitando così di impegnarvi a modificare la vostra abitudine.

Sedersi ogni volta che si ingoia anche un solo boccone è importante per diventare più consapevoli di tutto quello che si mangia.

E’ necessario prestare la massima attenzione a ciò che state mangiando, in modo che non vi diciate che avete ancora fame e che desiderate qualcos’altro quando avrete finito il cibo previsto.

La maggior parte del cibo che si mangia mentre si sta in piedi viene definita ALIMENTAZIONE IMPULSIVA, non cibo che si è pianificato di mangiare.

Quando vi sedete, soprattutto al momento del pranzo, prendete una decisione cosciente di mangiare, mentre invece quando mangiate impulsivamente stando in piedi, vi dite che va bene cedere all’impulso, che non è davvero importante, che non ci saranno conseguenze. Al contrario, ci saranno degli effetti, perché ogni boccone di cibo che mettete in bocca contiene delle calorie. Anche se oggi mangiate solo due carote crude stando in piedi, domani, prendendo quest’abitudine errata, potreste mangiare dei biscotti al cioccolato stando in piedi, mandando in fumo tutto il lavoro fino ad allora svolto.

E’ molto importante sentirsi visivamente soddisfatti.

Ad esempio poniamo il caso che a colazione mangiate del latte con cereali insieme ad un frutto. Se mangiate i cereali stando in piedi, probabilmente li mangerete troppo velocemente e con la mente assente. Poi quando vi siederete, vi rimarrà soltanto il frutto, e probabilmente vi sentirete deprivati e insoddisfatti. Quando mangiate in piedi, potreste sentirvi fisicamente pieni come se aveste mangiato da seduti, ma non vi sentirete altrettanto soddisfatti sul piano psicologico perché è importante che il cibo sia sparpagliato e disposto tutto sulla tavola. Assaporare, masticare e ingoiare il cibo vi dà un certo grado di soddisfazione, ma avete anche bisogno di soddisfazione visiva. Dovete trarre il massimo da ogni boccone. Molti pazienti mi hanno riferito che imparare a mangiare stando seduti è stata la chiave del loro successo nella perdita di peso e nel mantenimento del peso raggiunto.

Come al solito ci saranno dei pensieri sabotanti che vi ostacoleranno nella modifica di questa cattiva abitudine. Il primo come al solito sarà sempre quello di ripetervi “Non ho tempo di sedermi per mangiare” ed il secondo “Mi piace sgranocchiare del cibo quando ne ho voglia. Non voglio smettere di mangiare in piedi”. Potreste volervi bene e rispondervi in questo modo: “Dovrò riorganizzare i miei appuntamenti e i miei impegni perché è necessario sedermi quando mangio. Se continuerò a mangiare in piedi non noterò quello che ingoierò. Potrei mangiare troppo senza rendermene conto e dare un cattivo esempio ai miei figli e ai miei familiari tutti”.

Dott.ssa Loredana Persano

Nutrizionista

Letto 4464 volte Ultima modifica il Venerdì, 25 Gennaio 2013 09:10

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Loredana Persano

Dott.ssa Loredana Persano

Biologa Nutrizionista.

Laureata in Scienze Biologiche presso l’Università del Salento, ha svolto attività di ricerca nel campo delle malattie cronico-degenerative (Alzheimer-Parkinson) e sull'attività antiossidante di diverse matrici vegetali.

Ha studiato Nutrizione  presso il centro Studi e Ricerche Neuropsicofisiologiche di Roma per l’età pediatrica e adulta. Si occupa di programmi di psicoeducazione alimentare per la prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e l’obesità. Collabora con Psy:i ( Lecce) per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione: anoressia, bulimia, disturbo dell’alimentazione incontrollata, obesità.

Per ricevere informazioni e concordare una consulenza telefonare al 347/5574601

 

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