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Giovedì, 30 Gennaio 2014 08:48

FEBBRAIO: è tempo di…FINOCCHIO!

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Il finocchio coltivato è spesso presente sulle nostre tavole invernali. Rappresenta uno degli ortaggi più graditi da grandi e piccini e può essere consumato con tranquillità per il suo esiguo apporto calorico. Se mangiato crudo prima dei pasti, aiuta a ridurre la fame, poiché le fibre in esso contenute aumentano il senso di sazietà. Potrebbe però essere consumato anche alla fine del pranzo o della cena perché, come la frutta, lascia una sensazione di freschezza e di pulizia della bocca, ma ha un minore quantitativo di zuccheri. Essendo molto ricco di acqua e sali minerali, il finocchio rappresenta anche un importante alleato contro ritenzione idrica, stanchezza e affaticamento (per il suo particolare contenuto di potassio e di fosforo). Inoltre, i fitoestrogeni, ormoni vegetali presenti in esso, aiutano a prevenire i sintomi della menopausa e i disturbi del periodo premestruale.

Il finocchio è anche usato come erba officinale e viene spesso utilizzato come ingrediente di tisane per la sua capacità di inibire i processi di fermentazione intestinale e favorire l’eliminazione dei gas, alleviando i sintomi di gonfiore e i dolori addominali. Questa proprietà sembra essere dovuta all’estragolo, una sostanza naturale presente nei semi di finocchio e quindi nelle tisane a base di questo ingrediente. Sebbene proprio le tisane siano state spesso utilizzate per lenire le coliche dei lattanti, bisogna fare attenzione a questa sostanza, che risulta genotossica e cancerogena, se consumata in quantità elevate. Ciò è stato dimostrato da uno studio dell’INRAN pubblicato su “Food and chemical toxicology”, che ha così confermato le indicazioni dell’EMEA (l’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali), secondo la quale non è raccomandato il consumo di tisane al finocchio a donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini al di sotto dei 4 anni.

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Marina Arnesano

Marina Arnesano: Laureata in Biologia agro-alimentare e della nutrizione presso l’Università del Salento, è iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Nel 2009 ha avviato la libera professione di Biologa Nutrizionista a Salice Salentino e si occupa dell'elaborazione di piani alimentari personalizzati per soggetti in condizioni fisiopatologiche accertate.

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