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Lunedì, 24 Luglio 2017 22:00

SAGGIO BIBLICO n. 3/5 ANALISI CRITICA DELLA FIGURA DI YHWH

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Mentre il tema principale dei primi due saggi, come i lettori sanno, ha avuto come  argomento tutto il libro di Genesi, diviso in due sezioni, dal  capitolo  I-XI per il primo saggio e i restanti  (XII-L) per il secondo, dedico tutto il terzo saggio a YHWH, figura centrale di tutto l’A.T. La personalità  di questo Dio ha all’attivo un lungo curriculum evolutivo fatto di passaggi  da potente capo tribale della sola famiglia dei discendenti di Giacobbe (le dodici tribù), simile a tanti conterranei come  Milkom per gli Ammoniti, Kemosh per i Moabiti,  Melqart per gli Edomiti, Dagon per i Filistei, ed altri come Baal, Moloch, Ashtarte, Asherat, alla promozione di Dio nazionale  dello Stato di Israele per  raggiungere l’apoteosi  di Ente Supremo, l’Eterno Creatore e custode  di tutte le cose. Quest’ultimo passaggio è avvenuto  intorno ai secoli VII-IV a.C. ad opera di teologi e sacerdoti giudei, in particolare Esdra.   Sull’identità del nome di questo Dio nella storia degli Ebrei vi è sempre stata una controversia ancora oggi irrisolta, sia rispetto alla sua prima apparizione come creatore di tutte le cose, uomini compresi, sia sulla rivelazione  ad Abramo, quando gli promette una terra smisurata  “dove scorre latte e miele” e  “un popolo numeroso come la polvere della terra”. In effetti il Dio della creazione biblica dei cieli e della terra, poi della prima coppia umana, nella lingua ebraica si chiama Elohim, nome plurale anche se per convenienza i teologi di parte lo hanno sempre tradotto col singolare El o Eloah  in coerenza col  presunto Dio Unico della religione monoteistica. Tuttavia è lo stesso testo biblico a smentirli, quando nell’atto della creazione di Adamo ed Eva, dice: “Facciamo l’uomo a norma della nostra immagine come nostra somiglianza affinché possa dominare…” (Gn 1,26);  e successivamente: “Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi (noi chi?), conoscendo il bene e il male” (Gn 3, 22).  La verità è che nessun lessicologo di lingue semitiche conosce la vera traduzione del termine, per cui sarebbe consigliabile non tradurlo, lasciandolo nella sua forma originale; o tradurlo di volta in volta nei diversi significati che il contesto gli attribuisce. Sia come sia, il tetragramma YHWH compare  per la prima volta soltanto in Esodo 3,14 circa tre millenni dopo la creazione (1350-1250 ca.) senza alcun nesso con le divinità precedenti,  tranne nel suo carattere violento, sanguinario, genocida e sterminatore di popoli senza valutare la colpa personale degli individui. Casi di questo genere sono frequenti nei testi biblici, come quando a causa del peccato originale di Eva viene colpita di morte eterna tutta la sua discendenza futura, o la condanna a morte per annegamento di tutti gli abitanti della Terra col diluvio universale, come pure la distruzione di Sodoma e Gomorra con tutti i suoi abitanti senza risparmiare le creature innocenti.   Ora YHWH, il presunto Dio dell’Universo, solo dopo 430 anni di permanenza in terra straniera se ne accorse che “I figli d’Israele prolificarono e pullularono e divennero molto, molto forti, tanto che il paese si riempì di loro”. Il faraone, preoccupato che gli Israeliti prendessero il sopravvento sugli Egizi, proibì i matrimoni misti  fra i due popoli e ordinò: “Ogni figlio (ebreo) che nascerà gettatelo nel fiume: lasciate vivere invece le figlie” (Es 1,22). Inoltre gli Ebrei, sottoposti a fatiche  umilianti,  “gemevano per il lavoro: gridarono e la loro invocazione di aiuto salì fino a Dio. Dio udì il loro lamento, e si ricordò (che smemorato questo Dio!) della sua Alleanza con Abramo, con Isacco e con Giacobbe. Dio vide i figli di Israele e se ne prese cura” (Es 2,23).  A questo punto Dio, fattosi premuroso, incarica Mosè e suo fratello Aronne  a raggiungere il faraone con l’ordine perentorio di lasciare liberi gli Ebrei e farli tornare alla Terra Promessa. Questa volta Mosè, meno ingenuo di Abramo, chiede il suo nome prima di obbedirgli, perché  in un ambiente politeista ogni popolo aveva il proprio Dio. Risposta: “Io sono Colui che sono”, il mio nome è YHWH, e aggiunse: “Dirai: Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe mi ha inviato a voi” (Es 3,14). E’ lo stesso YHWH a precisare, se ce ne fosse bisogno,  di essere non il Dio Assoluto dell’universo, ma quello dei Padri; e forse neppure quello se poi anche Mosè  ci tiene a precisare (Dt 5,2-4):  “Il Signore nostro Dio (cioè YHWH) strinse con noi un’alleanza sull’Oreb (= Sinai).  Non con i nostri padri il Signore strinse quest’alleanza, ma con noi  che oggi siamo qui tutti vivi. Il Signore parlò con voi sulla montagna  in mezzo al fuoco  faccia a faccia; mentre io stavo tra il Signore  e voi per riferivi le sue parole”.  Qui si dice chiaramente che  YHWH non è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe; e se poi Mosè ha parlato “faccia a faccia”  doveva essere un dio antropomorfo, più facilmente un capo militare come si evince dai testi in esame.

E qui occorre un chiarimento definitivo sul nome Ebrei: 1—YHWH non è il Dio dell’Universo; 2—Non è neppure  il Dio di tutti gli Ebrei (discesi da Eber della progenie di Sem, figlio di Noè, per cui  prima di essere Ebrei sono Semiti); 3—YHWH è solo il Dio degli Israeliti discendenti da Giacobbe, ma non tutti gli Ebrei  sono Israeliti; 4—Tutti i discendenti di Abramo sono Ebrei, come Edomiti, Madianiti, Moabiti, Ammoniti, Amaleciti, etc., ma le guerre di YHWH  (Dio dei soli Israeliti!)  sono  proprio contro di loro, per cui è anche il primo  antisemita della storia; 5—Quando YHWH  apparve per la prima volta sul Monte Sinai-Horeb e stipulò l’alleanza con Mosè, solo agli Ebrei israeliti si rivolse, che li aveva fatti uscire dall’Egitto; solo a loro donò il Decalogo per regolare la loro civile convivenza; 6—L’alleanza prevedeva fedeltà reciproca ai patti stipulati fra Dio e Mosè, in rappresentanza del popolo; 7—L’alleanza con YHWH si rinnovava periodicamente e ognuno poteva svincolarsi  a piacere e servire un altro Dio (Cfr. Gs 24,13-24); 8—Ovviamente una volta accettato il vincolo, occorreva fedeltà assoluta  di stampo militare per sperare nei suoi benefici; 9—Ogni  Israelita che tradiva l’alleanza riceveva un castigo terribile che a volte si estendeva non solo a tutta la sua progenie, ma perfino al  popolo intero come nel caso delle tante invasioni straniere; 10—Il linguaggio usato da YHWH ha solo un registro: quello minaccioso d’un capo militare che teme il tradimento delle sue truppe: castighi, ripicche, anatemi, ritorsioni, condanne, sventure, stermini, fulmini, distruzione e  morte. Un Dio sempre incazzato, sdegnoso, furioso, vendicativo spietato con chi osa opporsi ai suoi decreti.

Ora tornando al Faraone  che non lascia partire gli Ebrei,  YHWH punisce quel popolo infliggendogli le famose dieci piaghe, di cui l’ultima, la più atroce, uccide  tutti i neonati  “dal primogenito del Faraone che siede sul suo trono fino al primogenito della serva che sta dietro alla  mola, e ogni primogenito del …bestiame” (ma sì, abbondiamo!). E continua: “Ma contro i figli d’Israele neppure un cane aguzzerà la lingua, dall’uomo alla bestia, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra Egitto e Israele” (Es 11,5).  Ma un Dio che si allea con un popolo contro un altro  può essere l’Eterno Assoluto di tutti gli abitanti del Pianeta?  Come scrive M. Biglino,  “di questo Dio dovrebbe occuparsi  più la psichiatria che la teologia”.   Da questo momento YHWH si mette a capo del suo popolo, gli Israeliti,  per conquistare la fantomatica “Terra Promessa”  strappandola ai popoli che vi abitavano legalmente da sempre col piglio d’un feroce sanguinario definito giustamente dagli  stessi autori biblici “Signore degli Eserciti”.  «Uccideteli, uccideteli tutti!”  è il grido di guerra che YHWH lanciava ripetutamente al suo popolo durante le azioni militari per assediare i territori altrui. La sua è la legge del taglione: “Occhio per occhio, dente per dente” (Esodo 21,13), peraltro mutuata dal codice di Hammurabi.  Ci sono centinaia di brani nei primi libri biblici veramente terrificanti, di cui ne riporto alcuni a dimostrazione della mia onesta presentazione. Mosè si intrattiene con Dio sulla montagna sacra per 40 giorni senza informare il popolo, il quale perde la fiducia e la pazienza del suo ritorno e si crea il simulacro di un altro Dio sotto forma di “Vitello d’oro”.  --Alla vista del vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi: (ossia, i sacerdoti):  “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu compiaciuto” (Esodo 32,27).

Come già detto, un Dio spietato con chi fra il suo popolo lo tradisce con altre divinità: –“Dio ammonì la popolazione che, qualora non lo avessero ascoltato, avrebbe inviato loro le bestie feroci: “che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero, e le vostre strade diventeranno deserte.“  Guai al “popolo  eletto”  disobbedirgli (Lv 26,22). E continua: – “E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto, ma con la vostra condotta mi resisterete – anch’io vi resisterò con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.” – “Mangerete la carne dei vostri figli e delle vostre figlie.“ (Lv 26,27-29). Ciò nonostante: -- “Gli uomini si dimostrarono indocili, perciò Dio fece sì che la terra si aprisse ed inghiottisse uomini, donne e bambini” (Nm 16,27). Nel capitolo  16 di Numeri (4° libro biblico) si parla di una sommossa da parte di tre leviti, Core, Datan e Abiram contro lo strapotere di Mosè e di suo fratello Aronne. Ovviamente Mosè li redarguì, e subito dopo: “il suolo che era sotto di loro si spaccò, la terra aprì la sua bocca e inghiottì loro, le loro tende, tutti gli uomini di Core e tutte le sostanze. Essi, con tutto quello che avevano, scesero vivi nello Scheol, la terra li ricoprì  e scomparvero dal mezzo  dell’assemblea. Tutto Israele che era intorno a loro  fuggì alle loro grida poiché dicevano: “Che la terra non ci inghiottisca!”. “Un  fuoco  uscì dal Signore  e “divorò i 250  uomini che offrivano l’incenso”.

Gran parte del libro Numeri è dedicato a raccontare le guerre e le stragi di YHWH mentre guida il suo popolo, per cui il lettore farebbe bene leggerlo per intero; tuttavia vi è un passo del testo che  vale la fatica di riportarlo. Si tratta del capitolo n.31  il cui titolo è già orribile per se stesso: Guerra santa contro i Madianiti e bottino.

“Il Signore disse a Mosè: “Vendica i figli di Israele dai Madianiti, poi ti riunirai al tuo popolo”. E’ bene ricordare al lettore che il popolo dei Madianiti discendeva da Madian, figlio di Abramo e Chetura, sua seconda moglie, per cui YHWH, secondo i testi biblici,  non è neppure il Dio di tutta la sola famiglia di Abramo, in quanto le sue guerre raccontate nell’A.T. colpiscono indiscriminatamente gli Edomiti, gli Ammoniti, i Moabiti, gli Amaleciti tutti discendenti dal Patriarca di Ur, per cui ebbene chiarire una volta per tutte che questo Dio si occupava soltanto degli Israeliti discendenti dal patriarca Giacobbe, detto  Israele; dunque un dio tribale come tanti altri del suo tempo. Dopo  che gli Israeliti avevano distrutto tutte le città,  massacrato il popolo e le bestie, di ritorno dalla spedizione il “pio Mosè” redarguisce i capi: “Avete lasciato in vita tutte le femmine?”…”Ora uccidete ogni maschio tra i bambini e ogni donna che non si sia unita ad uomo. Tutte le ragazze che non si sono unite ad uomo le lascerete  vivere per voi”.  Il bottino sottratto a quel popolo fu di un valore di 16.750 sicli d’oro (un siclo= a gr. 11,4).

Anche il 5°  libro, Deuteronomio,  esalta le imprese terroristiche di YHWH sempre eguali in tutti i testi dell’A.T., compresi i Profeti.            

Dt, 2:33– “Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon”– “Non vi lasciammo nessuno in vita.“

Dt, 3:6 – “Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i possedimenti”.

Dt, 7:2 – “Dio parlò ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici, proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.”

Dt 20:13-14 – “Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti che potevano essere tenuti come preda”.

Dt, 20:16 – “Nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri.”

Dt  28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“

Esodo, 32:27 – Alla vista del vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” “In quel giorno caddero circa tremila uomini”  e Dio ne fu compiaciuto.

Nel libro Levitico, 26:2-29 è scritto:  “Dio ammonì la popolazione che, qualora non lo avessero ascoltato, avrebbe inviato loro le bestie feroci: “che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero, e le vostre strade diventeranno deserte.  E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto, ma con la vostra condotta mi resisterete” – “anch’io vi resisterò con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.” – “Mangerete la carne dei vostri figli e delle vostre figlie.“ Guai al “popolo eletto” disobbedire al suo Dio!

 Sempre in Dt 25:4-9 – “Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinché l’ardente ira del Signore sia allontanata da Israele” . Una pestilenza divina sterminò  24.000 persone.

Tuttavia il libro biblico più raccapricciante in materia di guerre e di sterminio di popoli sotto la regia di YHWH è il sesto, di nome  “Giosuè” come l’omonimo personaggio che dirige  eserciti e azioni. Vale la pena di leggerlo perché da solo ci dà la cifra della criminalità di questo Dio biblico, ammesso sia mai esistito. Vi cito un episodio per fortuna più comico che tragico su YHWH,  “Signore degli eserciti”,  quello contro i Gabaoniti (Gs 10,8): “Il Signore disse a Giosuè (suo alleato): “Non aver paura di loro perché io te li do nelle mani; nessuno di quelli potrà resisterti”. Poi “il Signore scagliò su di loro dal cielo pietre così grosse ad Azeka, che quelli morivano sì che furono più quelli che morivano per quella grandinata di pietre che non quelli che uccisero di spada i figli d’Israele (Gs 10,12). Fu in quella circostanza che Dio dovette fermare il Sole per prolungare la giornata e portare a termine la battaglia come se, data la sua onnipotenza, non bastava il tempo ordinario.  In tutta la Bibbia ebraica la pena di morte è alla portata di tutti anche per peccati veniali come nel caso di: “Un uomo raccolse della legna di sabato. Per ordine divino dato a Mosè, “tutta la comunità lo condusse fuori dal campo e lo lapidò, e quello morì.“ (Nm 15,32).  Dunque Giosuè,  successore di Mosè, conquistò tutto il paese: le montagne, il Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciò alcun superstite e votò allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il Signore, Dio di Israele.     

La Bibbia è un  contenitore di storie non solo assurde e crudeli, ma anche tragicomiche  che preti e catechisti fingono di ignorare. Penso al profeta Eliseo in 2° Re 2,23 – Eliseo camminava per strada quando 42 bambini si presero gioco della sua calvizie. “Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono 42 di quei fanciulli.“ Oppure:   Il nemico si incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo.” (2° Re 6,18)–Un Dio sempre pronto e accomodante.

Verità o allegoria?  Per il Magistero della Chiesa  non c’è dubbio:  Poiché è  tutta parola ispirata da Dio (Cfr. “Dei Verbum”), come tale è tutta vera. Tuttavia, come abbiano  fatto i suoi teologi a darci di YHWH l’immagine rassicurante di un dio d’amore e di misericordia è un mistero  della fede, la prima virtù teologale di cui il pio credente deve dotarsi, pena la scomunica.   E la ragione? Si faccia benedire!

Quando l’attuale Papa  Francesco proclama ai fedeli in delirio che “le guerre in nome di Dio sono diaboliche”  sa di recitare il falso, perché non può  ignorare che  il Papato per molti secoli  ha legittimato guerre sante, crociate, persecuzioni, conversioni sotto la minaccia delle armi, la santa inquisizione, la caccia alle streghe, o la repressione delle minoranze, probabilmente  ispirandosi a YHWH o agli agiografi che se lo sono così immaginato.  Tutto a beneficio della Santa Ecclesia, delle sue caste sacerdotali superiori e inferiori che la sostengono, ovviamente,  per i loro  enormi interessi e privilegi. 

Che fare? Nulla direte:  “Cosa fatta capo ha!”.  Chi potrà mai scardinare l’impero politico-economico universale della Chiesa cattolica,  o dell’Islam?  Va ricordato che la religione è il più potente strumento psicologico-spirituale per plagiare le coscienze delle masse popolari e tenerle docilmente sottomesse al dominio politico, economico e sociale di chi governa, speranzose che in cielo sarà loro restituito (e maggiorato!) quello che  le è stato tolto sulla terra. Chiudo tornando al Dio  dell’Antico Testamento, Dio del solo Israele,  da cui siamo partiti e alla sua morale.  Tutto quello che il pio ebreo può aspettarsi dalla sottomissione incondizionata a YHWH è un esistenzialismo materiale fatto di necessità primarie, come possedere un pezzo di terra, una vita lunga meno stentata circondato dall’affetto di una numerosa prole. Una visione  cupa che fa dire al povero Qoelet   “La sorte degli uomini è la stessa che quella degli animali. Come muoiono questi così muoiono quelli. Gli uni e gli altri hanno uno stesso soffio vitale, senza che l’uomo abbia nulla in più rispetto all’animale. Gli uni e gli altri vanno verso lo stesso luogo: gli uni e gli altri vengono dalla povere, gli uni e gli altri tornano alla polvere. E non si sa se lo spirito vitale dell’uomo sale in alto e quello degli animali scende sotterra” (Qoelet 3,18-20).

Anche questa è Bibbia, parola ispirata da Dio, ma è bandita  sia dal catechismo, sia dalla liturgia della Messa per non insospettire i credenti. La verità si conosce, ma non si dice. Quando la teologia cristiana parla di Alleanze Dio-uomo, con Abramo e Mosè le prime, con l’avvento di Cristo nella storia la seconda, esse sono limitate al solo popolo di Israele, e non a quello dei cinque continenti che ne sono ignari ancora oggi. Gesù stesso dirà chiaramente ai dodici discepoli: “Non andate tra i Gentili (i non giudei) e non entrate nelle città dei Samaritani, ma andate piuttosto alle pecore sperdute della casa di Israele” (/Mt 10,5-6), limitando di fatto il suo raggio d’azione  al solo popolo di Israele. Se Gesù e YHWH per effetto della S.S. Trinità sono la stessa persona, perché hanno atteso tanti secoli per annunciare la lieta novella della vita eterna, limitata però solo a coloro che ci credono?  E quale sarà la sorte sia di tutti i viventi della Terra nati prima  dell’Avvento, sia di tutti coloro che non ne hanno mai sentito parlare?   Sono favole, solo favole per i grulli o per  “i poveri di spirito!”.  Ecco perché la FEDE sotto minaccia dell’INFERNO ETERNO !!!

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Antonio Calcagnì

Antonio Calcagnì, è un docente in pensione da tre lustri.

Da circa vent'anni si occupa di dottrine religiose dell'area mediterranea e indogangetica, cui ha dedicato un "Trattato storico sul pensiero religioso, dalla preistoria all'Islam", ancora inedito. Dal 1980 ad oggi ha pubblicato diversi libri di poesie, alcune biografie di personaggi locali significativi (Lu 'Ngiuccu Furieri" e "Omaggio ad un Capopopolo"), poi due edizioni (2004 e 2011) della Storia di Guagnano e Villa Valdassarri. Infine "La Mia Antologia", 265 pp delle sue più belle e significative poesie scritte dal 1963 al 2013. Da questo momento si è dedicato a scrivere saggi e articoli, oltre che per Guagnano/Informa, anche per Sali-c'è; perciò a cominciare dal 1° Maggio  i lettori di Sali-c'è troveranno sul sito una rubrica personale specializzata in tematiche di dottrine religiose ma anche di grande interesse per la storia locale e dei paesi viciniori. I lettori di Sali-c'è ogni mese  troveranno tre saggi, o articoli, uno di varia cultura storico-umanistica o d'informazione attuale, altri due su dottrine religiose a partire dalla protostoria all'Islam, il cui fine non è solo quello di raccontarle e divulgarle, ma di desacralizzare i miti che stanno a loro fondamento, conducendo il lettore a ragionare sui contesti geografici, storici e sociali che li hanno prodotti o inventati. In fin dei conti, l'odierna umanità non vive nell'era della tecnologia avanzata, della globalizzazione e dell'informatica? 

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