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Mercoledì, 03 Maggio 2017 09:25

PRIMO - CINQUE SAGGI SULL'ANTICO TESTAMENTO

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NOTA AI  LETTORI  del blog di  Salic’é,  di Antonio Calcagni

 

Il presente saggio è il primo dei cinque  dedicati all’A.T., (cui succederanno gli altri quattro), ossia ai suoi contenuti reali, mitici, storici e sociali che  ne compongono l’ordito e ne riempiono la trama. Ovviamente si tratta di una scelta personale, ritenuta la più logica fra le tante possibili, ossia l’unica che tiene uniti tutti i suoi eventi storici e leggendari, nonché i personaggi  di questo grande poema scritto da un numero imprecisato di autori, di cui si ignora il vero nome, la provenienza, la lingua originale usata, il tempo e il luogo, e non è chiaro neppure il movente che li avesse spinti a  mettere insieme tanti testi diversi per comporre il proprio canone. Il criterio col quale sono stati selezionati e messi insieme sarebbe stato quello della “ispirazione divina”, ma poi non si capisce perché i cattolici ritengano  ispirati, ossia “sacri”,  46 testi, i copti 41, gli ebrei e poi i protestanti 39, i samaritani soltanto sei, e tante altre varianti. Questo significa che se uno è nato nel nord della Galilea (Samaria)  ha un canone ridotto ai soli primi sei libri della Bibbia ebraica (Pentateuco più il libro di Giosuè) , mentre noi occidentali dell’area cattolica abbiamo un numero più pesante, di quarantasei libri. Il riferimento è, come già detto, all’A.T. perché per il Nuovo  ci sono  in apparenza meno problemi: tutti i cristiani, ortodossi, cattolici e protestanti, hanno accettato un numero eguale di 27 libri con qualche variante nella formulazione della dottrina abbastanza significativa. Prima di passare alla trattazione degli argomenti, cioè agli eventi  metastorici e reali, occorre ricordare al lettore che l’Antico Testamento può essere definito, senza timore di essere smentito,  uno dei tanti poemi mitici, storici e religiosi di cui si hanno modelli sia presso le civiltà più antiche di quella ebraica, di cui gli autori antico-testamentari conoscevano abbastanza bene e ne hanno “plagiato”  i contenuti e le forme letterarie, sia presso le civiltà contemporanee e posteriori (Grecia, India ed Iran). Penso  al poema di Gilgamesh, epoca sumera (2500 a.C.) poi rifatto sia dagli Akkadi, sia dai Paleo-babilonesi col titolo “L’Epopea di Gilgamesh”  che gli scrittori ebrei esiliati conobbero durante la “Cattività babilonese” (VI sec. a.C.) e ne riportarono alcuni racconti in Genesi, come il Giardino dell’Eden (Gan eden),  il Peccato originale, il Diluvio Universale, il personaggio Noè  che nelle lingue sumera e akkadica si chiamava Utnapishtin, ma anche Ziusudra e Atrahasis, idem per la leggenda della Torre di Babele. La stessa biografia di Mosè ha molti riferimenti con la vicenda storica del re Sargon I dell’Akkadia (2295-2284 a.C.), e gran parte dei precetti del Decalogo, che Dio avrebbe dettato a Mosè sul Monte Sinai, in effetti provengono dal Libro egizio dei Morti.  E per finire ricordo che il racconto biblico della Creazione con cui inizia Genesi (1,1- 25)  è simile a quello del poema paleo-babilonese “Enuma Elish” . Sia come sia, per maggiori informazioni sull’argomento  consulti il cap. Terzo del mio libro “Esegesi critica delle sacre scritture” (Ediz. Publigrafic  gennaio 2017).  Ora la propaganda cattolica è riuscita a far passare nella cultura occidentale come originali e ispirati da Dio i testi della Bibbia, e mitico-fantasiosi quelli dei poemi sumerici e paleo-babilonesi: il bue chiama cornuto l’asino! Ora tornando all’Antico Testamento, propriamente a Genesi, il libro primo che insieme ai successivi quattro (Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) compongono il Pentateuco, cuore pulsante di tutta la materia biblica, ebrea e cristiana, con riferimento a storia, teologia e dottrina,  il primo argomento da affrontare è quello relativo al Dio nell’atto della Creazione dei Cieli e della Terra, e poi della prima coppia umana. Si tratta di una serie di tematiche appartenenti, secondo la critica razionale, alla categoria del mito o della metastoria: in effetti quale certezza abbiamo, quale testimonianza, chi poteva essere presente all’atto creativo cosmico o della prima coppia umana sulla Terra?  La dottrina del Magistero della Chiesa, soprattutto nelle sue encicliche, sostiene la validità di una lettura storica, nel senso che gli eventi raccontati nei primi undici capitoli di Genesi sono realmente accaduti, tranne poi ricorrere alla Fede, anzi al “mistero della Fede” per convincere gli scettici sapendo di non poterlo  dimostrare con prove oggettive e razionali. In effetti è così: Esiste una doppia esegesi biblica, una di livello accademico,  i cui membri negano la possibilità di provare con certezza la vera esistenza di Dio o del Peccato originale;  e una  pseudo-verità “low cost” per “i poveri di spirito”  o di cultura limitata. Al di là di queste considerazioni, il presente saggio tratta i  temi  più rilevanti contenuti nei primi undici capitoli  di Genesi fino al diluvio:

1—Il Creatore dei cieli e della Terra resa vivente e vivibile;

2—La creazione della prima coppia umana;

3—Il Peccato Originale;

4—Caino, Abele  e il monogenismo;

5—La malvagità degli uomini punita col Diluvio;

6—Noè, e i suoi figli Sem, Cam e Iafet.

--Punto primo: “In principio dio creò i cieli e la terra…”  Ora, la moderna critica testuale e lessicale contesta la traduzione volutamente errata del termine ebraico Elohim col Dio  della teologia occidentale, ossia: Creatore dal nulla, Eterno, Onnipotente, Onnisciente e tanti altri altisonanti epiteti.  Anzitutto, secondo  gli specialisti della lingua ebraica, Elohim è un termine intraducibile, cioè non trova un corrispettivo in altre lingue; è anche un termine plurale, e al massimo dovrebbe significare “gli Dei”, ma le cose non stanno così. Il termine Elohim, secondo lo studioso ormai di fama mondiale Mauro Biglino, acquista fisionomia e funzione nei contesti  in cui  di volta in volta appare, per cui nei testi biblici viene tradotto con: governatori, legislatori, capi militari, uomini potenti, mai come Dio o gli Dei. Del resto gli elohim saranno anche governatori potenti di popoli,  ma fallibili e mortali come tutti gli umani (cfr. Salmo 82,6-7). Conclusione: Se nella lingua originale dell’A.T.  non c’è il termine  Dio come lo intende la teologia, è perché manca anche il concetto per indicarlo, per cui parlare di monoteismo ebraico è una eresia.   

La stessa critica va fatta al verbo creare, soprattutto dal Nulla; in effetti il verbo ebraico barà  tradotto con creò  è volutamente falso, perché il suo vero significato è. “intervenire in un luogo già esistente per migliorarlo e renderlo più comodo  alla vita” . Questo è potuto accadere perché i metafisici occidentali hanno voluto considerare spirituali e sacri i testi dell’A.T. , che in effetti sono soltanto profani. Si tratta di un metodo applicato ad altri importanti argomenti come dimostrerò di volta in volta.

--Punto secondo. Circa la creazione della prima coppia umana siamo alle prese con un gran pasticcio. In Genesi 1,26  l’autore (Fonte sacerdotale) dice che la prima coppia umana: “maschio e femmina li creò”,  a “sua immagine e somiglianza”  senza darli un nome.  E  fin qui c’è poco da dire; ma subito dopo (che smemorato questo Dio!) si accorge che il maschio, denominato Adamo, vive solo in mezzo alla natura, e non ha una compagna femmina con la quale procreare.  Come tutti sappiamo gliela procura con una operazione chirurgica estraendola  da una costola di Adamo, dopo averlo ipnotizzato per bene (Allora il Signore Dio fece cadere un sonno profondo sull’uomo, che si addormentò…),  chiamandola Eva.  

--Punto terzo: E passiamo al famigerato Peccato originale, Gn 3,1: . —“Il serpente… disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». -Ma il serpente  disse alla donna: «Non morirete affatto! -Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». - Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. - Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture”. 

Ora se la curiosità, madre della scienza, diventa peccato, Dio come voleva l’uomo, un eterno cavernicolo?  Sia come sia, unica  vera punizione: 

--Alla donna:Farò numerose assai le tue sofferenze  e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».  

--All’uomo:  “Maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. -Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai

Gli Ebrei ortodossi, veri titolari dell’A.T. , non hanno mai dato valore tragico a tutta la futura umanità, consapevoli che dopo la morte li aspetta lo sche’ol, una fredda tomba: “ricordati uomo, che dalla polvere sei stato tratto: perché polvere tu sei  e in polvere tornerai” (Gn 3,16 , ed è l’unica verità  contenuta in tutta la Bibbia, fuori di ogni mistificazione teologica.   

E’ stato Paolo di Tarso l’inventore della sciagurata esegesi di questo presunto peccato, pilastro unico su cui si regge la nuova religione, cioè il vero fondatore del Cristianesimo all’insaputa di Cristo, il quale essendo un ebreo verace non avrebbe mai sognato di creare una nuova religione  a danno della propria. La logica di Paolo è questa: Siccome  mio nonno fu peccatore,  tutti i discendenti saranno peccatori!  Dopo una lunga elaborazione  di questo Peccato  a partire dalla patristica la tradizione della Chiesa cattolica ne fece un dogma fondamentale della sua dottrina entrato in vigore nel Concilio di Trento (1545-63). Nell’attuale Catechismo della Chiesa cattolica suona così: “La trasmissione del peccato originale è un mistero (!) che non possiamo comprendere appieno (?).  Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione (!) a tutta l’umanità”.  Insomma, per colpa di due  ancestrali sconosciuti progenitori è nata una religione totalitaria che ficca il naso perfino sotto le coperte di due coniugi per spiare se la copula è per procreare, o per il solo piacere ritenuto un peccato.    

--Don Ermis Segatti, sac. e docente di teologia cattolica all’Università dell’Italia Settentrionale, sul Peccato di Eva ha detto: La teologia cattolica ha esercitato attraverso il Peccato originale un maneggio su Dio fuori misura. Hanno deciso il destino dell’umanità con una leggerezza mentale preoccupante. Le conseguenze catastrofiche sull’umanità sono state ampiamente sconfessate, purtroppo usate in teologia”.

--Il cattolico Vito Mancuso, docente di teologia all’Università S. Raffaele di Milano, nel suo libro: “L'anima e il suo destino",  (Prefazione del cardinale C. M. Martini, afferma: il peccato originale è un'offesa alla creazione, un insulto alla vita, uno sfregio all'innocenza e alla bontà della natura, alla sua origine divina". 

--Anche il pastore protestante della Chiesa Valdese Daniele Garrone, uno dei maggiori esperti di A. T. ; docente ordinario in varie  università,  sul P.O. ha detto:

“Poiché nel mondo è sempre esistito  il Male, l’uomo si domandava: E se la colpa è nostra?  E’ nato così il  mito del Peccato, ma la fonte è babilonese”. 

Eppure per il capriccio di un uomo, peraltro esonerato da ogni carica sacerdotale perché fisicamente riformato (cfr. Lv 21,16-24), è nata una religione che da venti secoli illude e inganna 1/3  di tutta l’umanità.

--Punto quarto: Caino, Abele e il monogenismo.  Come tutti  sapete Caino uccise Abele, entrambi figli di Eva, e non si capisce dove abbia trovato moglie visto che l’unica donna esistente era sua madre.  Il testo dice: “E Caino partì dalla presenza del Signore e abitò nel paese di Nod, di fronte a eden”, dove poi trovò moglie che partorì Enoch.  Questo dimostra che ai tempi di Adamo esisteva già un paese chiamato Nod. Da quale coppia umana sarebbero discesi gli abitanti di questo paese? Non certo da  Adamo ed Eva i cui tre figli, Caino Abele e Set, erano tutti maschi! Come si concilia il monogenismo sostenuto dalla Chiesa cattolica, antiscientifico, addirittura dogmatizzato con l’enciclica di Pio XII   la Humani generis”  datata 1950?  C’è chi si arrampica sugli specchi, come il teologo Padre Angelo  Bellon, che ha giustificato questa carenza di donne citando un brano biblico contenuto in Gn  5,3-5: “Quando Adamo ebbe 130 anni generò un figlio a sua somiglianza, conforme alla sua immagine, e lo chiamò Set.  E dopo aver generato Set (che sostituì  Abele) i giorni di Adamo furono ancora di 800 anni, e generò altri figli e figlie”. Dunque, avendo generato  “figlie” --dice il sacerdote-- probabilmente,  fra queste avrà trovato moglie Caino (una sorella di sangue!).   Comunque,  per i teologi non c’è mai limite alla loro fantasia!                                                                               

--Punto quinto: La malvagità punita col diluvio.

Dio, dopo aver creato la prima coppia umana  (Gn 1,26 ne distrugge tutta la discendenza col diluvio universale senza risparmiare i bambini innocenti e tutti gli animali della terra:  

1--E Dio  disse: «Facciamol'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo”; poi specifica: —“Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”. 

In seguito: –“Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male (?). - E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo”.  Dopo: “ Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito d’averli fatti”.  (Si salvarono soltanto i pesci perché sapevano… nuotare).

Quello che stupisce di questi versetti sono due affermazioni. 1—Se Dio ha creato gli uomini a sua immagine e somiglianza, ossia della stessa essenza spirituale, come fu   possibile un comportamento violento e malvagio?  2—Come ha fatto  un Dio onnisciente non prevedere l’esito negativo del suo operato,  fino a pentirsi come un comune mortale?   Poi continua:  “Allora Dio disse a Noè: Mi son deciso: la fine di tutti i mortali è arrivata, poiché la terra è piena di violenza…Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore perché era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio”.  

Dunque, il primo genocidio della specie umana sul pianeta Terra va messo sul conto del presunto Dio biblico, Padre di Gesù e 1^ Persona della S.S. Trinità.

--Punto sesto: Passato il Diluvio  Noè offrì un sacrificio al Signore, il quale  promise che non avrebbe mai più  fatto un altro genocidio (Gn 8,20).   

2--“Allora Noè (sceso dall’Arca) edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e uccelli puri e offrì olocausti al Signore. Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: “Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo…né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto finché  durerà la terra”.

Gli effetti della “soave fragranza” del sacrificio ha reso più buono  “il Creatore dei cieli e della terra”  tanto che subito dopo : -Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra”.Poi:Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: - «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi”.  (Gn 9,1-3).         

A questo punto l’ira di Dio si è placata, amicizia e pace  (nuova alleanza) fra Dio e gli uomini  sono rinnovate, sta per iniziare una nuova èra, quella post-diluviana,  la terra si ripopola attraverso i tre figli di Noè  Sem, Cam e Iaphet, per cui gli effetti del Peccato Originale sono stati annullati –così dovrebbe sembrare!—  Eppure per la dottrina della Chiesa cattolica le cose non stanno proprio così,  perché con la vocazione di Abramo (da Gn 12 in poi) inizia la vera storia della salvezza del genere umano. Salvezza da chi, da che cosa?  La prima umanità, quella  peccatrice, non ha pagato il conto alla giustizia divina  con la morte per annegamento (il diluvio universale) senza intaccare  l’umanità  futura?  Oppure anche questa è rimasta contaminata da un peccato non commesso?  Neppure la “benedizione del Signore”  è servita a cambiarne la sostanza e l’essenza? Allora tocca a Lui, Creatore di tutte le cose,  prestare maggiore attenzione a quello che fa  per non  doversi “pentire” più volte come si legge nei testi antico-testamentari:  ne va della sua credibilità.  Ovviamente, facendo finta che la Bibbia racconti delle verità ispirate da Dio, di cui oggi (non più analfabeti!)  siamo in molti ad essere dubbiosi, se non proprio scettici.    

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Antonio Calcagnì

Antonio Calcagnì, è un docente in pensione da tre lustri.

Da circa vent'anni si occupa di dottrine religiose dell'area mediterranea e indogangetica, cui ha dedicato un "Trattato storico sul pensiero religioso, dalla preistoria all'Islam", ancora inedito. Dal 1980 ad oggi ha pubblicato diversi libri di poesie, alcune biografie di personaggi locali significativi (Lu 'Ngiuccu Furieri" e "Omaggio ad un Capopopolo"), poi due edizioni (2004 e 2011) della Storia di Guagnano e Villa Valdassarri. Infine "La Mia Antologia", 265 pp delle sue più belle e significative poesie scritte dal 1963 al 2013. Da questo momento si è dedicato a scrivere saggi e articoli, oltre che per Guagnano/Informa, anche per Sali-c'è; perciò a cominciare dal 1° Maggio  i lettori di Sali-c'è troveranno sul sito una rubrica personale specializzata in tematiche di dottrine religiose ma anche di grande interesse per la storia locale e dei paesi viciniori. I lettori di Sali-c'è ogni mese  troveranno tre saggi, o articoli, uno di varia cultura storico-umanistica o d'informazione attuale, altri due su dottrine religiose a partire dalla protostoria all'Islam, il cui fine non è solo quello di raccontarle e divulgarle, ma di desacralizzare i miti che stanno a loro fondamento, conducendo il lettore a ragionare sui contesti geografici, storici e sociali che li hanno prodotti o inventati. In fin dei conti, l'odierna umanità non vive nell'era della tecnologia avanzata, della globalizzazione e dell'informatica? 

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