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Lucia Vedruccio

Lucia Vedruccio

Studendessa del corso di Laurea di Lettere moderne. Il suo sogno è fare la professoressa. Ha sviluppato capacità e competenze organizzative. Pensa sia importantissimo il valore del lavoro di squadra, sia dal punto di vista materiale che soprattuto da punto di vista umano. Ha ottime capacità colloquali e di relazione con altre persone. 

Emozione, fede e talento, sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato il Gran Galà del presepe artistico a Salice Salentino che ha avuto l’onore di ospitare S.E. Rev.ma Arcivescovo Diocesi Brindisi-Ostuni Mons. Domenico Caliandro.

Durante il corso della serata sono stati consegnati numerosi riconoscimenti: alla memoria del Dr.Ilio Palmariggi e Lorenzo Vecchio; al sindaco di Guagnano Fernando Leone, al sindaco e vice sindaco di Salice Salentino Tonino Rosato e Cosimo Leuzzi. Sono stati premiati anche Civino Aristodemo, la Senatrice Adriana Poli Bortone e Raffaele Faggiano per le sue azioni di salvataggio dei migranti al largo dell’isola di Lampedusa. Presente e premiato il Presidente della Provincia di Lecce Dr.Antonio Gabellone.

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La Festa della mamma è quel giorno dell’anno in cui la figura della madre viene universalmente celebrata: nonostante, in epoca contemporanea, questa festività affondi le sue radici tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, già le società politeiste avevano istituito una giornata simile alla nostra. Furono gli antichi greci a dedicare una giornata alla loro genitrice, quella che corrispondeva alle celebrazioni in onore di Rea, la madre di tutti gli Dei. In questo giorno speciale, dedicato a persone cosi importanti non si possono certo dimenticare le mamme, che in letteratura, non solo hanno fatto la storia, ma sono state anche d’esempio. Vi sono infatti personaggi di libri e racconti che sono rimasti nel cuore di tutti i lettori, tra queste:


La Signora Bennet, “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, la classica mamma invadente e un pò chiacchierona che non riesce a far altro che fantasticare sui matrimoni delle figlie, ma allo stesso tempo un modello di madre innovativo, nettamente in contrasto con gli esempi dell’epoca;

 

Margaret Curtis March, “Piccole donne” di Louisa May Alcott, mamma di quattro figlie si trova sola ad allevarle mentre il marito, Robert, è al fronte. Grande esempio di forza, coraggio e saggezza, oltre che dimostrazione del fatto che una madre può fare anche da padre. Il prototipo di una madre che non solo ama profondamente le sue figlie, ma le ascolta, fornendo loro se necessario consigli aiutandole cosi ad affrontare i problemi che la vita ci mette davanti.

 

Non tutte le mamme della letteratura sono esempio di bontà e amore, al contrario ve ne sono alcune famose per la malignità che le contraddistingue. Tra queste svettano su tutte due figure della letteratura passata:


Medea, presentata in diverse opere dell’antichità, ma la più famosa rimane l’omonima tragedia di Euripide. Innamoratasi perdutamente di Giasone, il condottiero degli Argonauti. Diversi anni dopo il matrimonio sarà abbandonata dallo stesso Giasone e presa dalla disperazione, per vendicarsi dell’amore tradito, ucciderà i figli avuti con lui;

 

Gertrude, la madre di Amleto, protagonista della celebre tragedia shakespeariana. La donna solo un mese dopo la morte di suo marito, il re di Danimarca, sposa suo cognato Claudio, che precedentemente aveva ucciso con l’inganno proprio il padre di Amleto per impossessarsi del trono. 

 

Queste poche figure non potranno certamente definire ciò che è realmente una madre perchè come si potrebbero trovare le parole adatte per descrivere un amore cosi smisurato, incondizionato e senza tempo? Quel legame, che a differenza di altri, non è caratterizzato da regola alcuna.
Quello stesso legame in cui il cordone che tiene uniti madre e figlio viene si tagliato alla nascita, ma alla fine non si spezza mai.

 

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Venerdì, 12 Maggio 2017 23:08

Presentazione di "C'è chi dice No"

Giovedì 18 Maggio alle ore 19:30 presso l'Associazione Culturale Salic'è a Salice Salentino ci sarà la presentazione di "C'è chi dice NO" che è il titolo del secondo romanzo del poliedrico giovane artista Andrea Martina. In seguito alla morte del figlio del Ministro degli Interni, i Servizi Segreti infiltrano un agente, Francesco, in una cosca siciliana del nord Italia (Padova) per far luce sull'accaduto e capire cosa si nasconde dietro quel delitto. Quello che doveva essere il punto d'arrivo della sua indagine diventa il punto di partenza di una spirale di eventi che lo porteranno a mettere in dubbio, sia il suo ruolo di infiltrato, che quello dei Servizi Segreti.
Reading teatrale: Andrea Martina
Live unplugged: Giuseppe Fiorante

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Venerdì, 12 Maggio 2017 22:53

"Le ragioni di una scelta"

Lunedì 15 Maggio alle ore 19:00  presso l'Associazione Culturale Salic'è a Salice Salentino il Comitato Promotore Articolo UNO organizza un incotro pubblico dal    titolo:" Le ragioni di una scelta, per un nuovo centrosinistra". Ospite dell'evento Ernesto Abaterusso, Capogruppo Articolo UNO-MDP Regione Puglia. 

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La Festa del Lavoro è la giornata ideale per fare una gita fuori porta lasciando a casa stress e preoccupazioni. Non tutti però sanno perchè si festeggia il Primo Maggio, come nasce e cosa ricorda. La Festa del lavoro - o dei lavoratori - ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce infatti a Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea venne lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito appunto nella capitale francese. Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore. Una battaglia che portò alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois.
A far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket, repressa nel sangue. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò 3 giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro di Haymarket: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone. L’iniziativa superò i confini nazionali e divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il 1° maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi. Naturalmente Cuba, Russia, Cina, ma anche Messico, Brasile, Turchia e i Paesi dell’Ue. Non lo è, invece, negli Stati Uniti dove il «Labor Day» si festeggia il primo lunedì di settembre. La festività ebbe origine in Canada in ricordo delle rivendicazioni del cosiddetto «Movimento delle nove ore». In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891. Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto «Natale di Roma», leggendaria data di fondazione della Capitale, nel 753 a.C.
Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il Primo Maggio, rivolto soprattutto ai giovani.

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"Daremo Continuità al percorso intrapreso cinque anni fa, un percorso che ci ha dato la possibilità di operare e offrire al nostro territorio servizi e attività sociali e culturali.Daremo continuità a una Politica Seria, una Politica Attiva nel Territorio fatta di principi che vedono il cittadino al "Centro dell'attenzione", allontanando odi e rancori con altri schieramenti.
Daremo Continuità ai bellissimi Progetti ludico ricreativi che hanno fatto brillare i nostri centri di aggregazione e fatto diventare la nostra Comunità "Vetrina" di eventi e manifestazioni Culturali e Sociali che hanno visto protagonisti i nostri talenti salicesi.
Daremo continuità ai tanti corsi, Laboratori, Progetti didattici, Corsi di lingua, progetti di Inclusione, Servizio civile, Garanzia Giovani, Cineforum, Campus...
Tanti i momenti ricreativi, tanti i momenti di condivisione e partecipazione Attiva nel territorio con Bambini, Scuole, Parrocchie, Volontari, Educatori, Associazioni.
La nostra Presenza Continua e Costante nel Territorio, unita alla capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini.
E' questa la "Rivoluzione Culturale", che abbiamo creato in questi anni e che Porteremo ancora avanti con Impegno e Dedizione.
Daremo continuità al cambiamento che ha generato nella nostra Comunità una partecipazione e una voglia di "esserci" in tutto.
La cosa sorprendente è che questi progetti e Attività non sono rimasti vuoti di contenuti ma, negli anni, si sono arricchiti e hanno suscitato la voglia di continuare e dare delle risposte maggiori.
Siamo davvero orgogliosi nell'aver favorito quel processo di recupero di un minimo di “coesione sociale” indispensabile alla crescita della nostra comunità. La cultura e le iniziative ad essa legate hanno svolto un ruolo importantissimo, mettendo insieme le varie sensibilità presenti in paese, aver acceso il motore della cultura come "strumento di aggregazione"dopo tante divisioni.
Siamo grati perché l'agenda vuota con la quale abbiamo iniziato, adesso è piena di pagine ricche di emozioni, di sorrisi e ricordi indimenticabili.
Siamo ancora all'inizio".

Dott.ssa Margherita D'Amone, assessore alle politiche sociali.

 

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"La democrazia e la libertà di pensiero non hanno padroni e non hanno mura e per questo riteniamo di dover denunciare un fatto gravissimo compiuto dal Sindaco e dalla Amministrazione del Comune di Salice Salentino". Con queste sconvolgenti dichiarazioni si apre il comunicato stampa della lista "UNITI PER SALICE" che così prosegue:"Dopo che la Lista Uniti per Salice in data 13 aprile aveva avuto per la data del 6 maggio la concessione del Centro Polifunzionale da Parte del Dirigente del Settore competente , in data 27 aprile il Sindaco di Salice , con un “semplice avviso” che non è un atto amministrativo , ha “reso noto” che la Palestra della Scuola di Via Fontana è il luogo prescelto , solo da lui , per le pubbliche manifestazioni elettorali.
In questo modo il Sindaco di Salice ha indicato un luogo non idoneo alle pubbliche manifestazioni con grande folla , privo dei requisiti di progettazione e sicurezza per tali avvenimenti , privo della agibilità specifica di legge , privo di strumenti di diffusione acustica e quant’altro , violando gravemente l’intera normativa vigente in materia.
Di conseguenza , In data 28 aprile un altro Dirigente del Comune di Salice comunicava a questa Lista la revoca della Concessione del Centro Polifunzionale per il 6 maggio attraverso una altra “semplice comunicazione” che non ha alcun valore di legge.
Ora , premesso che le “comunicazioni” sia del Sindaco sia del Dirigente interessato non sono atti amministrativo e sono prive di applicazione di legge , rimane fermo e regolare soltanto il provvedimento del Dirigente di Settore di competenza del 13 aprile , di concessione del Centro Polifunzionale perché unico atto amministrativo regolare e perfetto.
Ancora una volta il Sindaco e l’Amministrazione hanno dato prova di incapacità amministrativa.
L’aspetto altrettanto grave è che l’Amministrazione Comunale , così facendo , mette a rischio l’incolumità fisica e la salute della popolazione e viola anche la libertà di pensiero e il diritto di manifestazione dei Cittadini salicesi. Questo comportamento conferma, ancora una volta , il modo di comportarsi del Sindaco e di tutta l’Amministrazione, teso a discriminare i suoi stessi concittadini e a calpestarne i diritti e la libertà di manifestazione del pensiero ricorrendo, finanche, ad atti amministrativi illegittimi.
Riteniamo che la campagna elettorale si debba svolgere dando spazio al libero pensiero di tutte le Liste in campo e non impedendo che i cittadini di Salice conoscano i programmi e le prospettive per il loro paese per il futuro.
Il comportamento della Amministrazione è un chiaro segno di mancanza di democrazia a danno del paese e di tutti gli elettori che devono poter scegliere liberamente a chi dare il loro voto.
Per tale motivo, in data 3 maggio 2017 sottoporremo la grave questione a S.E. il Prefetto di Lecce, nel corso di un apposito incontro concessoci su nostra richiesta .
Ci riserviamo, quindi, di aggiornare i cittadini Salicesi tempestivamente e in maniera esaustiva sugli sviluppi dei fatti in questione".

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Lunedì, 24 Aprile 2017 11:58

Lo SPORT medicina preventiva nel sociale

Stasera , lunedì 24 Aprile, a Salice Salentino presso la sede di Salic'è  alle 19.30 si terrà la seconda edizione dell'incontro-dibattito su "Lo sport come medicina preventiva nel sociale".  L'incontro inizierà con i saluti di Gianpiero Manno, fiduciario Confartigianato Imprese sede comunale di Salice Salentino. Ad aprire i lavori saranno Pasquale Palomba, Vice Sindaco del Comune di Novoli e Assessore con delega allo Sport e Pubblica Istruzione, e Fernando Stomeo, Docente presso il Liceo Scientifico Sportivo F. Calasso-Lecce e Specialista in Scienze e Tecniche preventive e adattative. Interverranno come relatori Donato Provenzano, Segretario Generale U.S. LECCE, ed Andrea D'Amico, procuratore sportivo dei calciatori. Parteciperanno al dibattito come ospiti Mario Russo, Direttore Sportivo Monopoli Calcio ed ex calciatore U.S. LECCE, ed Alessandra Mattioni, Mental Coach ed esperta in alimentazione per la performance. Carlo Vicedomini, Calciatore dell'U.S. Cerignola, e Michele De Giorgi, Pallavolista Italiano, racconteranno le loro esperienze portando una testimonianza diretta. Modera e conclude Ludovico Malorgio, Giornalista del "Corriere dello Sport-Stadio".

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Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che aveva già proposto Casalabate per l'approdo del gasdotto, come si evinceva dalla delibera dell'amministrazione squinzanese che aveva dato parere favorevole, prende posizione sulla questione con un lungo comunicato: “Le drammatiche notizie che giungono da San Foca descrivono una situazione nella quale il Governo della Repubblica sta utilizzando le Forze dell’ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti ed in particolare l’indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l’approdo del gasdotto più a nord, nell’area del comune di Squinzano, che ha dato il suo consenso, evitando di impegnare una delle più belle spiagge dell’Adriatico pugliese. La battaglia del Tap è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale. Eppure la Puglia non ha mai detto no al gasdotto Tap, ma anzi intendeva favorirne la realizzazione pacifica attraverso una sua diversa localizzazione. Si stanno confrontando a San Foca non i manganelli della polizia e le fasce tricolori dei sindaci ma due diverse concezioni della politica. L’una servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e dura e severissima con i diritti dei cittadini. L’altra, basata sulla connessione tra istituzioni e popolo a tutela dell’ambiente e della bellezza. Utilizzando il massiccio spiegamento di forze che oggi è stato predisposto, il Governo dà la misura della sua incapacità di ascoltare e elaborare politicamente le richieste di una regione intera che ha nel suo programma di governo, elaborato dal basso e votato da centinaia di migliaia di pugliesi, lo spostamento dell’approdo del Tap in un’altra area. Si risponde sempre stancamente che questo spostamento non è possibile perché si perderebbe troppo tempo.
La fretta dunque ancora una volta passa sopra le teste di cittadini e delle istituzioni locali che pure hanno saputo difendere la Costituzione della repubblica nella parte in cui tutela le autonomie locali e la autodeterminazione degli stessi. La Regione Puglia, che è al fianco di tutti i cittadini ed i sindaci impegnati in questi momento, sta portando avanti la battaglia legale in tutte le sedi possibili. Ieri purtroppo abbiamo dovuto incassare una pesante sconfitta giudiziaria da parte del Consiglio di Stato. Pende ancora davanti alla Corte Costituzionale il ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Regione Puglia nei confronti del Governo per non aver dato neanche una risposta alla Regione sulla richiesta di revoca dell’autorizzazione unica, cioè per non averla coinvolta sin dal momento della presentazione del progetto da parte di Tap. Io personalmente in Commissione parlamentare antimafia ho spiegato l’incongruità dell’approdo del Tap tanto a sud da costringere alla costruzione di un gasdotto terrestre di 55 km per la riconnessione alla dorsale Snam, che dovrà essere realizzato a carico della tariffa gas dei cittadini italiani, pur essendo al servizio di un’opera privata sia pure di interesse pubblico. Ho specificato inoltre che in quell’area l’inutile tratto aggiuntivo del gasdotto terrestre avrebbe costretto allo spostamento di migliaia di alberi di ulivo. Ma tutto questo purtroppo sino ad oggi non è servito a nulla. In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, che ove accogliesse le nostre richieste ci consentirebbe di ridiscutere l’approdo Tap, abbiamo deciso di impugnare la nota del Ministero dell’Ambiente del 27 marzo 2017. La suddetta nota ‘autorizza’ Tap ad effettuare le attività preparatorie alla effettiva fase di inizio dei lavori. La Regione Puglia si riserva ogni ulteriore eventuale iniziativa giudiziaria finalizzata alla modifica del punto di approdo. Aggiungo infine che un ulteriore battaglia si sta svolgendo a livello nazionale in sede di Valutazione d’imopatto ambientale per l’esame del progetto di microtunnel. In quella sede vigileremo con grande determinazione per ottenere lo spostamento dell’approdo nell’area del comune di Squinzano da noi indicata. Ho istituito con il sindaco di Melendugno e gli altri sindaci interessati alla vicenda un tavolo tecnico politico permanente che ci consenta di condurre insieme questa battaglia al meglio delle nostre possibilità”.

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Martedì, 28 Marzo 2017 12:38

Gasdotto Tap, alta tensione nel Salento

Alta tensione al cantiere Tap di Melendugno, dove sono  ricominciati i lavori per la realizzazione del gasdotto che porterà in Italia il gas dell'Azerbaijan. Circa 300 attivisti hanno presidiato la zona dall'alba ed ingente è lo spiegamento di agenti, che hanno dovuto fare spazio ai mezzi della ditta incaricata da Tap di espiantare circa 200 ulivi dal tracciato.L'attività di espianto degli ulivi è stata intanto sospesa. La sospensione è stata decisa perchè i camion che devono portare gli alberi espiantati (che successivamente saranno nuovamente piantati nella stessa area) al sito di stoccaggio 'Masseria del Capitano' non possono uscire dal cantiere per problemi di ordine e sicurezza. Il Consiglio di Stato ha dato il via libera alla realizzazione del Tap, respingendo gli appelli proposti contro la sentenza del Tar dalla Regione Puglia e dal Comune di Melendugno. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione VIA avesse approfonditamente vagliato tutte le problematiche naturalistiche e anche la scelta dell'approdo nella porzione di costa compresa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri (all'interno del Comune di Melendugno) fosse stata preceduta da una completa analisi delle possibili alternative. Inoltre è stato escluso che l'opera dovesse essere assoggettata alla cosiddetta "Direttiva Seveso" ed è stato riconosciuto l'avvenuto rispetto del principio di leale collaborazione tra Poteri dello Stato nella procedura di superamento del dissenso espresso dalla Regione alla realizzazione dell'opera. Il metanodotto internazionale attraverserà la Georgia, la Turchia, la Grecia e il mare Adriatico e prenderà terra in Puglia, in Salento. Prima di toccar terra, a qualche centinaio di metri al largo della spiaggia in contrada San Basilio ,località San Foca, il tubo con una perforazione orizzontale sarà spinto nel sottosuolo per emergere circa una chilometro nell’entroterra. Emerso dal terreno, il tracciato prevede che la tubatura venga sepolta in una trincea profonda circa un metro e lunga alcuni chilometri da scavare fra gli oliveti per arrivare a un impianto di ricezione del gasdotto non lontano dall’abitato di Melendugno. Nel frattempo la Snam dovrà allacciare questo impianto di ricezione con una conduttura di alcune decine di chilometri fino alla dorsale della rete nazionale di metanodotti, che è una rete di 32mila chilometri che attraversa invisibile tutta l’Italia.

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