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Mercoledì, 08 Maggio 2013 15:37

LA SPUGNA CHE ASSORBE IL PETROLIO, UNA FIRMA TUTTA LECCESE

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Nonostante un periodo così avverso per i nostri Atenei e per la ricerca italiana, il Centro Nazionale di Nanotecnologie dell’Università del Salento può andare fiero del suo nome.
L’èquipe di studiosi di Smart Materials, coordinata da Athanassia Athanassiou e Despina Fragouli, al Center for Biomolecular Nanotechnologies (CBN) dell’Istituto Italiano di Tecnologia con sede a Lecce, ha inventato una particolare spugna polimerica in grado di attirare magneticamente gli oli e i petroli.
Questa innovativa scoperta, infatti, è in grado si separare queste sostanze dagli altri fluidi e non è difficile individuare o immaginare in futuro un suo possibile impiego per scopi di tutela ambientale.
     

 

Sempre più spesso, infatti, il mare sta diventando “terra” di conquista per l’industrializzazione, l’estrazione, il trasporto di fonti e lo scarico di reflui. Basti pensare agli smisurati scarichi, talvolta non depurati, presenti nella nostra terra, o ai progetti di condotte sottomarine per l’approvvigionamento di gas (vedi TAP), fino ad arrivare alle piattaforme petrolifere che talvolta sono teatro di disastri ambientali di enormi proporzioni, come successo nel 2010 nel Golfo del Messico.
Dal punto di vista tecnico, la base di questo materiale è la schiuma di poliuretano, comunemente usata per l’isolamento termico degli edifici, la quale viene opportunamente trattata con una soluzione colloidale contenente nano particelle di ossido di ferro. In una seconda fase, la superficie della spugna viene rinforzata con particelle di Teflon attraverso un processo di strofinamento che gli conferisce proprietà elettromagnetiche.
Il materiale che si viene a creare ha, quindi, oltre alla tipica struttura porosa, anche una elevata capacità magnetica in grado di respingere l’acqua (proprietà superidrofobiche)  e di assorbire oli (proprietà superoleofile) fino ad una quantità pari a 13 volte il suo peso.
 “L’80% delle nanoparticelle introdotte nella schiuma può essere recuperato e riutilizzato - ha spiegato alla stampa Athanassia Athanassiou, la coordinatrice del team di ricercatori - la nostra nuova spugna è un esempio di materiale innovativo, intelligente ed ecologico, in grado di rispondere a problemi importanti come l’inquinamento dell’ambiente”.
Il team di ricercatori è già al lavoro per rendere il prototipo e il suo processo di realizzazione più estendibili su scala industriale, e soprattutto a prezzi contenuti.

 

 

Letto 2490 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Aprile 2014 08:45
Daniele Perrone

Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

4 commenti

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