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Sabato, 29 Dicembre 2012 20:11

Caccia al petrolio: tocca allo Ionio.

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Inizia la protesta delle regioni: a rischio ecologico tutta la costa ionica.

Shell, Eni, Appennine Energy, Northen Petroleum hanno inviato ai comuni della costa ionica le istanze per la ricerca di gas e idrocarburi. Inizia,come previsto, la guerra alle multinazionali petrolifere: in ballo c’è la tutela di chilometri e chilometri di costa incontaminata che rischia il disastro ambientale.

 

La prima a sondare il terreno nel gennaio 2013 sarà la Shell.


L
e associazioni ambientaliste e gli attivisti hanno
già organizzato nella mattina del 18 dicembre scorso una manifestazione a Policoro (Matera) per protestare contro le nuove possibili trivellazioni. All’evento hanno partecipato anche le regioni che si affacciano sullo Ionio (composte di 50 comuni e 6 province) con il sostegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano), Greenpeace, Legambiente, Wwf e Coldiretti.

 

Prima di tutto bisogna capire se vale la pena o meno trivellare. I sondaggi li fanno nel mare, con delle navi che spazzolano le acque con degli spari violentissimi di aria compressa, in modo che grazie al segnale riflesso, si riesce a capire la consistenza del giacimento presente. I danni che queste tecniche arrecano sono notevoli. Ci sono danni alla pesca che si riduce di circa il settanta per cento. Con questa pratica si danneggia il sistema auditivo dei pesci. Le tecniche di Ergan, così vengono chiamate, sono tecniche impattanti. Inoltre ogni tanto periodicamente ci possono essere problemi di spiaggiamenti. In Puglia, ad esempio, nel 2009 furono ritrovate morte in mare sette balene.

 

Intanto dai partecipanti all’incontro di Policoro (Matera) è stato sottoscritto il "Protocollo di Herackleia" stipulato “per concordare ed attuare interventi ed azioni necessarie a scongiurare qualsiasi attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi liquidi o gassosi nel mar Jonio e sulle aree dell’entroterra, e nello specifico, i soggetti sottoscrittori si oppongono fornendo parere contrario alle undici istanze presentate da sei compagnie petrolifere e a tutte le altre richieste che in futuro tenteranno di essere approvate.

 

Tale parere contrario si fonda sulla convinzione che tali attività, di ricerca e/o estrattive, comportano la definitiva compromissione delle possibilità di sviluppo turistico del litorale Jonico, la compromissione dello sviluppo agricolo delle aree interne, nonché un impatto ambientale rilevante”.

 

Nel protocollo di Herackleia, infine, è inoltre specificato che gli Enti partecipanti “…si impegnano nelle proprie sedi istituzionali a predisporre atti idonei a formalizzare parere negativo alle richieste di permessi di ricerca ed estrazione sui propri territori o nelle acque prospicienti i propri litorali; i Comuni, in particolare, si impegnano a fornire la massima collaborazione e trasmissione di conoscenze tecniche e specialistiche, provenienti anche dalla società civile al fine di predisporre osservazioni e pareri idonei, nei termini di legge, ad opporre la concessione da parte della Regione di competenza di Valutazione di Impatto Ambientale favorevole”.

 

Le istituzioni coinvolte nella sottoscrizione del suddetto Protocollo sono quelle intervenute all’incontro del 18 dicembre scorso a Policoro (Matera):

- Per la Regione Puglia: il Presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna, l'assessore comunale della Città di Taranto, Vincenzo Baio, il Sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, il Vicesindaco di Galatone, Claudio Botrugno, l'assessore del Comune di Ginosa, Leonardo Galante, gli assessori comunali di Castellaneta, Giuseppe Angelillo e Gianrocco Demarinis, amministratori di Nardò, Palagiano e Porto Cesareo.

- Per la Regione Calabria, il Consigliere regionale, Mario Franchino, per la Provincia di Cosenza, l'Assessore Provinciale Giovanni Forciniti, i sindaci di Rocca Imperiale, Ferdinando Dileo, di Montegiordano, Francesco Lamanna, di Amendolara, Antonello Ciminelli; per il Comune di Roseto Capo Spulico, l'assessore al Turismo, Sabrina Franco; intervenuti anche il sindaco di Calopezzati, Franco Cesare Mangone, il primo cittadino di Albidona, Salvatore Aurelio, per il Comune di Trebisacce, l'assessore Filippo Castrovillari. Amministratori dei Comuni di Cropalati, Mirto Crosia, Villapiana.

- Dei rappresentanti lucani, presenti i Sindaci di Matera e Potenza, Salvatore Adduce e Vito Santarsiero, quest'ultimo presidente dell'Anci di Basilicata, che ha parlato anche per conto di tutti i sindaci lucani. I primi cittadini della fascia ionica metapontina: Bernalda, Leo Chiruzzi, Pisticci, Vito Di Trani, Scanzano, Salvatore Jacobellis, Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, Rotondella, Vincenzo Francomano, quest'ultimo vice presidente Anci e Presidente dell'Area Programma "Metapontino-Collina Materana". Ma anche tanti sindaci dei Comuni limitrofi, da Tursi a Colobraro, da Valsinni a Craco, da Montalbano ad Accettura. Presenti anche il Consigliere Regionale della Basilicata Nicola Benedetto, l'Assessore della Provincia di Potenza, Massimo Macchia, il sen. Filippo Bubbico.

Ci si augura per il prossimo anno che tutto questo movimentismo, a cominciare dalle istituzioni e dal Protocollo di Herackleia sottoscritto, contrario a queste trivellazioni nel Mar Ionio, ci porti buone notizie e fatti concreti sul fronte del rispetto geomorfologico ed eco-ambientale dei territori.

 

Gianpiero Persano

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