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Venerdì, 28 Novembre 2014 12:10

POTATE, DISINFETTATE E SARCHIATE PER COMBATTERE LA XYLELLA

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“Potate, disinfettate e sarchiate”, queste le direttive degli esperti agronomi, che ieri hanno tenuto un convegno sulla “Prevenzione, contenimento e diffusione della Xylella”, presso la sede della Biblioteca Comunale del Centro Polifunzionale “Padre Benigno Perrone”di Salice Salentino.

 

Il Convegno, promosso dal Comune di Salice Salentino in collaborazione con “LiberiAgricoltori” e moderato dalla giornalista Leda Cesari, ha registrato la presenza di esperti del settore come Rosario Centonze, Roberto Martina, Angelo Candita, Franco Calogiuri, Giancarlo Biasco e Giancarlo Leuzzi. È intervenuto anche il Sindaco Pippi Tondo e l’attuale Assessore all’Agricoltura Arcangelo Fina, il dirigente dell’Ufficio Provinciale Agricoltura Antonio Ferriero, e l’ispettore fitosanitario Angelo Delle Donne.

L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione degli agricoltori, coscienti della gravità del problema e desiderosi di capirne qualcosa in più, visto, che allo stato attuale, della malattia non si conosce molto.

Certo è che la Xylella fastidiosa che sta martoriando gli uliveti salentini, provocandone l’essicazione, è causata da un batterio non sporigeno appartenente alla famiglia delle Xanthomonadaceae, un batterio aerobico che si moltiplica nei vasi conduttori dello xilema delle piante ospiti, causando alterazioni anche letali delle piante infette per l’occlusione dei vasi e il conseguente irregolare flusso linfatico dalle radici all’apparato aereo.

La Xylella si trasmette attraverso insetti vettori (Cicaline) che con l’apparato boccale di tipo “pungente - succhiante” acquisiscono il batterio nutrendosi dai vasi xilematici delle piante infette e lo trasmettono a quelle sane. Tali vettori determinano la rapida diffusione del batterio verso altre piante sane, spontanee e coltivate.

Si registrano, attualmente, 150 specie vegetali sensibili alla malattia, tra cui piante coltivate di interesse agricolo (agrumi, vite, pesco, mandorlo, olivo, ecc.), specie ornamentali (oleandro), essenze forestali (acero, quercia, ecc.) e specie spontanee (erbe ed arbusti).

I sintomi tipici e più frequenti riconducibili alle infezioni da Xylella sono la bruscatura fogliare ('leaf scorching') con disseccamenti nella parte apicale e/o marginale della lamina, disseccamenti più o meno estesi a carico della chioma con interessamento dapprima di rami isolati e poi di intere branche o dell’intera pianta e imbrunimenti interni del legno a diversi livelli dei rami più giovani, delle branche e del fusto.

Disastrosa la situazione in Salento, in particolare nella zona di Gallipoli e del Capo di Leuca, dove molti alberi sono già stati sradicati, ma si è registrato un focolaio particolarmente aggressivo anche nella zona di Surbo e Squinzano.

È stato eseguito un grosso lavoro di campionatura sul territorio, con un’analisi a tappeto degli alberi, nelle zone di confine fra le aree infettate e quelle non ancora colpite dalla malattia.

Si prega di rivolgersi all’Ufficio Tecnico del proprio Comune per avvisare di eventuali casi di contaminazione degli uliveti.

Il feudo di Salice non è risultato ancora infetto dalla malattia, ma occorre correre ai ripari, attuando anche delle misure di prevenzione per evitare il contagio o l’attacco del batterio trasmesso dagli insetti vettori.

Innanzitutto, è necessario recuperare una pratica che da un po’ di anni è stata abbandonata dagli agricoltori, anche perché costosa, considerando gli attuali ricavi dei coltivatori e, in particolare degli olivicoltori: la potatura.

Sarebbe necessario istruire squadre di giovani potatori che possano eliminare difetti della pianta o parti lesionate, come inserzioni o corteccia inclusa, fenditure, degradazioni del legno, con cadenza minima biennale. È infatti diffusa la pratica di potare gli ulivi ogni sette anni e ciò, a lungo termine, ha indebolito la pianta.

Inoltre, dopo la potatura, occorre disinfettare il taglio con soluzioni rameiche o solfato di ferro, poiché, in questi casi, la pianta espone una grande quantità di tessuti indifesi all’aggressione dei patogeni, funghi e vettori in particolare.

C’è da dire anche che l’uso di erbicidi e pesticidi ha privato il terreno di quel concime naturale costituito dalle stesse erbe che venivano sradicate e triturate grazie ad un’altra pratica, quella della sarchiatura, anch’essa in disuso poiché risulta certamente più comodo operare con agenti chimici, che sottoporsi a quest’altro fastidioso lavoro.

Di certo gli esigui guadagni degli agricoltori, non hanno stimolato il mantenimento e la perpetrazione di queste pratiche che però hanno indebolito gli ulivi e stanno rischiando di rovinare la nostra economia e il nostro meraviglioso paesaggio.

La perdita degli uliveti, costituirebbe un serio danno anche per il turismo, che nel nostro Salento si identifica anche con l’agriturismo, che vede negli ulivi una forte fonte di attrazione.

Probabilmente il batterio è stato importato dall’America Latina o dagli Stati Uniti. L’Università di Bari, famosa in tutto il mondo per i suoi studi e per i suoi esperti, sta andando avanti nelle ricerche, nella speranza di poter trovare una soluzione a questo problema.

Assolutamente vietato vendere, acquistare o piantare nuovi alberi d’ulivo nel Salento.

 

 

Foto a cura di Silvia Grasso disponibili qui image-x-photo-cd.png

 

 

 

 

Letto 766 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Novembre 2014 12:25

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Silvia Grasso

Laureata in Educatori Socio-Ambientali presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Specializzata in Sociologia e Ricerca Sociale, presso la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio.

Si interessa di turismo ed esercita da breve tempo l’attività di Assistente Turistico come libera professionista.

Innamorata della sua terra e sempre alla scoperta di nuovi luoghi interessanti dal punto di vista storico-culturale, si dedica spesso ad attività di ricerca e di ricostruzione degli aspetti antropologici, culturali e sociali del suo territorio.  I suoi hobbies sono la danza, in particolare la Pizzica e l’equitazione.

È spesso  impegnata anche in attività di volontariato.

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