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Venerdì, 18 Aprile 2014 08:36

Smart City, parte il bando per i Comuni del Mezzogiorno

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“Dare sostegno alle amministrazioni comunali in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia nella pianificazione della Smart City”. È l’obiettivo del bando Efisio, finanziare città intelligenti fortemente voluto dall’Osservatorio nazionale Smart City Anci.

Il bando rientra nell’ambito del progetto EPAS ed è finanziato dal Progrmma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema (PON GAS FSE). Possono presentare domanda le Amministrazioni comunali delle Regioni Italiane Obiettivo Convergenza (cioè quelle prima citate), in forma singola o congiunta, le Unioni di Comuni e altre forme associative di Enti Locali formalmente riconosciute, come Fusioni, Convenzioni e Consorzi. Per la presentazione delle candidature c’è tempo fino alle ore 13;00 del 30 maggio 2014.

 

Ma cosa è una Smart City? È un modello di città intelligente, è la green economy dell’innovazione energetica, della mobilità sostenibile, della valorizzazione del paesaggio, del riciclo dei rifiuti, della riqualificazione delle periferie e dei centri storici, un modello di sviluppo capace di produrre ricchezza e di generare lavoro.

Una definizione piuttosto condivisa di Smart City è quella proposta dal Forumpa 2010, secondo cui i criteri principali che identificano una città “smart” sarebbero cinque:

 

Mobilità. Una città smart è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile e che promuove l’uso di mezzi a basso impatto ecologico.

 

Ambiente. Una città smart promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi la riduzione dell’ammontare dei rifiuti, la differenziazione della loro raccolta, la loro valorizzazione economica; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; la promozione, protezione e gestione del verde pubblico; lo sviluppo urbanistico basato sul “risparmio di suolo”, la bonifica delle aree dismesse.

 

Turismo e Cultura. Una città smart promuove una buona immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete dei servizi online in linea con le loro esigenze.

 

Economia della conoscenza e tolleranza. Una città smart è un luogo di apprendimento continuo che promuove percorsi formativi profilati sulle necessità di ciascuno; una città smart offre un ambiente adeguato alla creatività e la promuove incentivando le innovazioni e le sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo; si percepisce e si rappresenta come un laboratorio di nuove idee; privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso.

 

Trasformazioni urbane per la qualità della vita. Una città smart ha una visione strategica del proprio sviluppo e sa definire in base a queste scelte e linee di azione; considera centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e usa tecnologie avanzate per questo obiettivo; fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità e privilegia in questo senso il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione; nel suo sviluppo fisico crea le condizioni per promuovere la coesione e l’inclusione sociale ed elimina le barriere che ne impediscono la sua completa accessibilità per tutti i cittadini.

L’idee di Smart City e di Smart Village si stanno ormai diffondendo sempre più negli ultimi anni. Le iniziative a livello italiano ed europeo crescono di anno in anno e puntano ad una economia che genera ricchezza e dà lavoro senza dissipare risorse naturali e senza far crescere l’inquinamento, anzi contribuendo a risolvere i problemi ambientali legati all’urbanizzazione. Lo studio e l’implementazione dei modelli Smart City coinvolgono diverse figure professionali e diverse discipline, dall’urbanistica all’ingegneria, dalle scienze ambientali all’agricoltura, passando per la scienza e l’economia. È il nuovo sistema di pianificazione territoriale delle città, che tiene conto degli aspetti economici legati all’ambiente e degli sviluppi futuri.

 

Insomma, fino a qualche anno fa l’ambiente evocava soprattutto un concetto morale e civico, era il valore che caratterizzava solo i cittadini più sensibili, ma era, al tempo stesso, il terreno di un conflitto ricorrente  tra la ragione ambientale e la ragione economica di un territorio.

Oggi l’ambiente è ancora, certo, un valore e un bisogno primario, un bene comune da difendere e che non può essere  ridotto a merce ma che, se concepito con intelligenza e pragmatismo, può coinvolgere rilevantissimi interessi economici, diventando il simbolo ed è il motore di una nuova economia che si dimostra particolarmente efficace come antidoto alla crisi. 

Letto 1960 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Aprile 2014 12:49

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Daniele Perrone

Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

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