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Mercoledì, 16 Aprile 2014 14:30

Facoltà di Agraria nel Salento, una necessità che riemerge

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Ormai lo sappiamo bene. Lo sappiamo fin dalla nascita che siamo nati in una terra che ha vissuto per tanti anni di agricoltura. La maggior parte di noi avrà sicuramente un terreno ereditato da nonni o da parenti, le cui colture venivano trattate con cura e con passione, quasi come una tradizione da tramandare da generazione in generazione.

Il problema attuale, però, è che al giorno d’oggi non c’è più una vera e propria economia agricola, una filiera competitiva nel mercato che si avvale di specialisti e che faccia rilanciare un settore che, come è noto, è assolutamente indipendente dalla crisi globale di questi anni. La maggior parte delle attività salentine connesse all’agricoltura è rappresentata da piccole proprietà fondiarie a conduzione familiare, “polverizzate” da crescenti e ripetuti frazionamenti ereditari. Della coltivazione di questi campi spesso si occupano gli anziani, ormai pensionati, o altri familiari, mentre le produzioni che si ottengono sono sostanzialmente destinate all’autoconsumo.

Questi fenomeni hanno indubbiamente portato ad una svalutazione dei nostri terreni agricoli che, ormai privi di una qualsiasi forma imprenditoriale volta al mercato, diventano economicamente sempre più insostenibili e, conseguentemente, delle ‘prede’ sempre più facili per chi decide di investire su campi fotovoltaici o in speculazioni di altro genere.

Secondo quanto definito da diverse fonti (dai Gruppi di Azione Locale, da Coldiretti, Confagricoltura, ecc.), il metodo più adeguato per rilanciare il settore agricolo risulta essere quello dell’agricoltura di eccellenza, intesa come filiera di produzione di tipo industriale associata al settore turistico e alla valorizzazione dell’ambiente e degli elementi caratteristici della tradizione contadina. Tale sistema, però, necessita di validi progetti di Business Plan, di forme di finanziamento comunitario (ce ne sono tanti e in svariate forme, come quelli definiti dalla PAC per giovani imprenditori, i PSL, ecc.) e deve avvalersi di adeguati specialisti del settore, come tecnici o dottori agronomi. Nasce da qui l’esigenza di una Facoltà di Agraria nel Salento.

A sollevare la questione sono stati in molti: da Cosimo Durante, capogruppo Pd al Consiglio Provinciale e presidente del GAL Terra d’Arneo, a Gigi Pedone, ex Assessore Provinciale all’Agricoltura e attualmente membro dell’esecutivo di Claai Puglia, da Salvatore Negro, capogruppo regionale Udc che porterà un OdG sulla questione in Consiglio Regionale, a Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento e sostenitore di tale battaglia (inclusa nelle dieci battaglie di TeleRama).

L’entusiasmo per una Facoltà in Agraria è in crescente ascesa, tant’è che è vista di buon occhio anche dal preside dell’istituto tecnico agrario “Presta-Columella” di Lecce, dalla preside dell’istituto tecnico e professionale “Lanoce” di Maglie e dal preside dell’istituto Alberghiero di Ugento.

A rincarare la dose, una petizione destinata al Rettore dell’Università del Salento, prof. Vincenzo Zara, e sottoscritta dallo stesso Pedone in collaborazione con il regista cinematografico Edoardo Winspeare. Si riportano qui di seguito i tratti più significativi della lettera:


“[…]A cavallo dei due secoli trascorsi, solo poche eccezioni di produttori illuminati […] seppero apportare nelle loro proprietà fondiarie profonde innovazioni, mentre tutto il resto dell’agricoltura salentina, polverizzata e con contratti di conduzione arcaici, rimaneva come si era caratterizzata dal Medio Evo […]. Da qui, nel Salento, lo spopolamento della campagna e l’abbandono con un vero e proprio esodo emigratorio […].  

Insomma, intorno alla campagna salentina, tutto sembrava immutabile - per fortuna così è stato anche  per il paesaggio rurale - mentre crescevano a dismisura le fabbriche delle produzioni conto /terzi […]. 
La riscoperta e l’affermarsi del gusto e dei piaceri di un tempo sulle tavole italiane […] ha indotto anche alcuni cambiamenti nell’agricoltura salentina, cambiamenti che ora possono essere presi a modello da leve più giovani, muniti delle conoscenze tecnico-colturali minime. […]
Nessuno immagina un’ agricoltura bucolica! Perché vi è urgente bisogno di affermare una nuova concezione del comparto primario, del suo ruolo, della sua collocazione nella nuova divisione del lavoro e nella riscoperta dei suoi valori, ragionando proprio in un’ottica di filiera. Innovata e fortemente integrata, e orientata al mercato, un settore capace di recuperare tutto quel plus che fino ad ora si è perso, una filiera che sappia essere anche tutela del paesaggio e dei suoi valori più autentici, ma non arcaici.

[…]
Per fare questo, le aziende agricole salentine hanno bisogno dell’innesto di giovani leve, non solo fresche negli anni, ma nella mente e nel loro modo di apprendere e mettere in pratica le loro acquisizioni, sapendo che il sapere non è dato una volta per sempre, e richiede tanta formazione continua. Perché il moderno analfabeta non è più chi non sa né leggere né scrivere, ma è colui, che ha smesso di imparare!
Ecco perché urge istituire e avviare presso l’Università del Grande Salento un primo esperimento […]. Un corso di laurea per i tecnici della filiera agricola-enogastromico-turistica, ma anche tecnici ed esperti indispensabili all’agricoltura dei Paesi a noi dirimpettai […].”


Nel corso di questi giorni, inoltre, c’è stata anche una riunione, convocata dal Presidente della Provincia Antonio Gabellone, volta ad affrontare con più pragmatismo le possibilità di una nuova facoltà e che ha visto la presenza del rettore Zara e di altre figure favorevoli all’idea.

Insomma, la proposta di una Facoltà di Agraria non è di certo nuova, ma mai come ora si sta assistendo ad una ondata di entusiasmo e di speranza attorno a quella che sembra essere la nuova esigenza economica e formativa.

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Daniele Perrone

Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

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