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Mercoledì, 03 Luglio 2013 11:28

18 GIUGNO: FUCINASUD COSTA DELL’ARNEO

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Lo scorso 18 Giugno, presso i locali di FucinAsud, è stato organizzato l’incontro “COSTA DELL’ARNEO: QUALE FOGNATURA? Tra opere mai compiute e tutela dell’ambiente”.

 

Nel corso della serata si sono succeduti i due relatori, il dott. Sergio Fai e il dott. Gianni Fiore, che hanno argomentato in maniera competente ed esaustiva una questione ambientale e civile riguardante la costa di Porto Cesareo – Nardò e i suoi abitanti e turisti.

Ad aprire l’incontro è stato Daniele Perrone, che ha introdotto brevemente i due principali macro-aspetti che orbitano attorno a tale questione: il primo è che allo stato attuale non vi è alcuna fognatura che garantisca la tutela dell’AMP e della falda, nonché la salute di cittadini e turisti; il secondo si focalizza sulla “futura” realizzazione che, per una serie di motivi, prevede lo scarico in mare lungo la costa neretina nonostante ci siano altri metodi per trattare e riutilizzare i reflui.

E’ proprio sul secondo aspetto che si è incentrato il dott. Sergio Fai, biologo marino e attivista del Comitato per la Tutela del Paesaggio di Nardò, il quale ha illustrato attraverso una presentazione grafica le problematiche e le soluzioni riguardanti la gestione delle acque reflue civili.

Partendo, quindi, da concetti didattici generali sugli impianti di depurazione tradizionali, ha poi illustrato le problematiche ambientali ed economiche conseguenti allo scarico in mare: addolcimento marino, eutrofizzazione (ovvero specie alloctone), sottrazione di habitat a causa della cantierizzazione (è da notare infatti che al largo della nostra costa vi sono due specie vegetali marine protette come la posidonia oceanica e il coralligeno marino) e costi enormi per poter garantire il trasporto solido a lunga distanza dalla costa.

Molta attenzione è stata espressa nei confronti della falda, che è a rischio salinizzazione, e alle soluzioni di riutilizzo dei reflui per l’agricoltura industriale e per fini civili (verde pubblico e privato, circuiti idrici non potabili). Un approfondimento molto importante su tale aspetto ci viene dato dalla Regione Puglia e dal “Progetto RI.F.A.RE. - Riutilizzo dei Fanghi e delle Acque Reflue in agricoltura” nell’ambito del POR Puglia 2007-2013 Fondo Sociale Europeo - Avviso BA/08/2009 – Asse IV Capitale Umano – “Informazione e sensibilizzazione in materia di sostenibilità ambientale” (scaricabile sul sito di UNISCO: http://www.unisco.it/website/inc/files/1301652812_441332.pdf).

L’aspetto riguardante la salute umana e i rischi che comporta l’assenza di una fognatura è stato affrontato dall’oncologo Gianni Fiore, che si occupa da sempre anche della cancerogenità ambientale e delle emissioni che lo stabilimento ILVA e la centrale Federico II di Cerano provocano alla nostra salute.

Il compito di una rete fognante, infatti, è quello di drenare le acque inquinate e di depurarle: tra le varie fonti di inquinamento vi è l’uso domestico, che scarica quotidianamente diluenti, vernici, detersivi e altre sostanze chimiche e oleose oltre ai liquami, ma non solo. Le polveri sottili tossiche presenti nell’aria e la massiccia quantità di diserbanti usati in agricoltura vengono tutti dilavati dalle acque meteoriche (le piogge) e, filtrando nel sottosuolo, vanno a finire in falda, nel mare e nella catena alimentare e biologica di cui tutti facciamo parte.

Al dibattito con il pubblico ha partecipato anche Fernando Panico, Presidente dell’associazione La Nostra Bella Terra operante a Porto Cesareo e composta da turisti che ogni anno trascorrono le vacanze estive a Torre Lapillo e che hanno a cuore la promozione sociale, lo sviluppo e la tutela della nostra principale meta costiera alla quale tutti siamo legati.

 

Foto disponibili al seguente link

http://piazza.sali-ce.it/it/sociale/category/31-18giugnocostadellarneoqualefognaurafucinasud.html

Letto 1056 volte Ultima modifica il Venerdì, 05 Luglio 2013 10:26

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Daniele Perrone

Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

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